F1 | Attacco al potere

Domenica 17 marzo inizia “l’attacco al potere”. Si, l’attacco al potere della Mercedes che in questi ultimi 5 anni ha monopolizzato la F1 facendo man bassa di titoli iridati, costruttori e piloti. E l’attacco al potere parte dalla Ferrari.

Un attacco annunciato e basato sulle indicazioni che sono arrivate dai test pre-campionato svoltisi a Barcellona.

Come ogni anno si aprono le previsioni, i pronostici, le speranze della “gente ferrarista” mondiale. E quest’anno, come non mai, sono cautamente ottimista pure io.

Chi mi conosce sa che negli ultimi anni, ad inizio stagione, avevo sostenuto una supremazia Mercedes. Ed i risultati mi hanno dato ragione… purtroppo.

Quest’anno invece mi sbilancio a favore della Ferrari. Qualcuno se ne meraviglierà, ma ora vi spiego perché.

La ragione fondamentale del mio ottimismo deriva dal fatto che, come da dichiarazioni fatte e ribadite dal “team principal” della Scuderia di Maranello Mattia Binotto, si parte con un obiettivo ben preciso: il pilota su cui puntare è Sebastian Vettel e la squadra lavorerà in questo senso.

Sarà lui il pilota di punta, ed il pur ottimo e promettente Leclerc dovrà lavorare in appoggio a questo mantra.

Si realizza quindi quella tesi che avevo sostenuto in un mio precedente intervento, in cui affermavo che per vincere il titolo un team deve “giocare” con un “primo pilota” ed uno di supporto.

Con un programma chiaro in questo senso: sia per evitare stress e difficoltà nei rapporti interni, sia per agire tutti uniti verso un preciso obiettivo.

Nella tante stagioni di F1 che ho vissuto ho sempre constatato che i due galli nel pollaio alla fine non portano ad un buon esito, a meno che non ci sia una superiorità tecnica enorme.

Ovviamente si dev’essere sempre pronti a cambiare cavallo o ad adeguarsi agli eventi se la dinamica dei fatti porta verso altre soluzioni.

Ma la tranquillità psicologica del pilota nella F1 di oggi è fondamentale.

Anche perché dall’altra parte c’è un avversario, Hamilton, che nella guerra psicologica è impareggiabile.

A mio giudizio la validità di Mattia Binotto, oltre alle sue indubbie capacità tecniche, è dimostrata da questa scelta fatta e dichiarata fin dalla presentazione della nuova macchina 2019. E dal clima sereno che mi risulta nell’ambiente del box Ferrari.

Già da Melbourne domenica dovremmo capire se “l’attacco al potere”  2019 è possibile.


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Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963

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