Le Mans ai piedi di Hulkenberg.

14 Giugno 2015 – Nico Hulkenberg alla prima partecipazione alla 24 ore di Le Mans conquista il gradino più alto del podio assieme all’equipaggio della Porsche 919 Hybrid numero 19. E proprio Hulkenberg è il punto d’incontro fra due categorie, il WEC e la F1, diverse fra loro ma entrambe con un’obiettivo comune: la ricerca dello spettacolo.

Hulkenberg-Porsche-1-750x497Che quella di Hulkenberg a Le Mans non sarebbe stata una semplice esperienza di passaggio fra un Gp di F1 ed un altro si sapeva già. Ma immaginare il tedesco sul gradino più alto del podio della gara di durata più famosa al mondo alla sua prima esperienza era sicuramente una visione forse fin troppo ottimista. Invece no, Hulkenberg assieme Bamber e Tandy ha conquistato la vittoria a bordo della Porsche 919 Hybrid numero 19, in una gara che ha visto l’equipaggio Porsche protagonista nelle prime posizioni dall’inizio alla fine. La vittoria è frutto di una condotta di gara esemplare nell’arco delle 24 ore, durante le quali, Hulkenberg ha dimostrato una notevole padronanza del mezzo, per certi versi inaspettata per un rookie alla prima esperienza a Le Mans. La Porsche è stata competitiva nell’arco di tutta la gara ed i problemi di affidabilità avuti dalle Audi, dirette rivali per la vittoria, hanno spianato la strada verso il traguardo all’equipaggio della scuderia di Stoccarda.
Hulkenberg è l’anello che congiunge due mondi molto diversi come il WEC e la F1. Entrambe queste categorie hanno avuto una svolta tecnica non indifferente con l’apertura verso le nuove tecnologie motoristiche ed in particolare verso l’utilizzo di propulsori ibridi. Tuttavia mentre per la F1 si parla spesso di gare fin troppo noiose, nel campionato endurance lo spettacolo aumenta di anno in anno (a Le Mans dopo 9 ore di gara il divario fra primo e secondo era di soli pochi decimi!).
Proprio Porsche negli ultimi anni ha condotto una “campagna acquisti” improntata ad aumentare la popolarità del WEC. Ne sono due esempi l’ingaggio di piloti come Mark Webber (ex Red Bull tuttora nel cuore di molti appassionati di F1) ed appunto Nico Hulkenberg, il quale una settimana fa arrivava in zona punti nel Gp del Canada ed oggi si ritrova vincitore sul podio di Le Mans.
Lo stesso Hulkenberg è inoltre l’esempio lampante di come spesso la F1 con i suoi meccanismi non riesca a far vedere a pieno il vero talento di molti piloti. Il pilota tedesco ha ricevuto in 24 ore a Le Mans quello che la F1 non è riuscita a dargli in sei anni, dimostrando come, pur non avendo un sedile in un top team, sia un pilota completo, estremamente competitivo ed abile ad adattarsi a nuove situazioni come il passaggio dalla guida della Force India alla Porsche nell’arco di pochi giorni.
La F1 deve continuare la propria ricerca tecnologica tenendo però sempre bene a mente che la ricerca deve essere finalizzata all’aumento dello spettacolo. Il WEC ha iniziato questo percorso da diversi anni, iniziando a raccoglierne i frutti, e chissà che non possa essere da esempio per la F1 del futuro.

Twitter @PierpaV


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Pierpaolo Verri

Ho 21, vivo a Lecce e studio giurisprudenza. Amante dei motori, cresciuto con le gesta di Schumacher e della Ferrari, mi diverto a raccontare lo sport più bello del mondo: la F1.

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