F1 | Ungheria 2003: La Prima vittoria di Fernando Alonso
 

 


F1 | Ungheria 2003: La Prima vittoria di Fernando Alonso

13 luglio 2013 – Mancano poche settimane al Gran Premio d’Ungheria e chissà se a Fernando Alonso verrà in mente quando, 10 anni fa, qui vinse il suo primo gran premio di Formula 1. Il Fernando Alonso di 10 anni fa sembra un lontano cugino di quello che conosciamo adesso, timido e silenzioso all’epoca, spavaldo e sfrontato ora ma in comune col “moderno Alonso” ha la determinazione e la consapevolezza nei propri mezzi.

Tre anni prima vinse la gara di Formula 3000 in Belgio al volante della Lola del team Astromega. Sul podio Alonso ha la faccia di chi si è trovato li per caso, nessun sorriso, nessun festeggiamento. Alla domanda “Perchè non hai esultato sul podio?” il diciannovenne Alonso gela l’intervistatore:”Esulterò sul serio quando vincerò il mio primo Gran Premio di Formula 1!”.

1039718872_gAlonso alla vigilia del Gran Premio d’Ungheria 2003 non è più ormai una sorpresa, 2 pole (compresa quella ottenuta proprio in Ungheria) 3 podi e tanti punti a basta da staccare pesantemente l’esperto compagno di squadra Jarno Trulli. Fernando Alonso ha già dalla sua il record di più giovane pilota ad aver ottenuto una pole position. Nelle qualifiche del Gran Premio della Malesia è stato il più veloce nonostante una forma di influenza e, non appena ha telefonato a casa per festeggiare con mamma e papà la pole, la signora Alonso salutato il figlio con un: “Bravo figliolo! Mi raccomando mettiti la maglia pesante che hai l’influenza!” . Vabbè che la mamma è la mamma, però da un novello samurai ci si aspetta che virus e influenza vengano sconfitti senza manco un’aspirina.

Torniamo all’ Hungaroring, Fernando Alonso ha piazzato la sua Renault R23 in pole e al via schizza via con Ralf Schumacher partito malissimo che si gira da solo alla seconda curva e Mark Webber ,con la positiva Jaguar, a far da tappo favorendo la fuga delll’asturiano.

La gara, in pratica, finisce qui; Fernando Alonso se ne va solo solissimo, senza nessuno in grado di tenere il suo ritmo e dietro si trovano tutti a lottare contro un tracciato dell’Hungaroring che da sempre fornisce possibilità di sorpasso pari a zero o poco più. Le Ferrari (che all’epoca della vittoria di Alonso in Belgio lo cercarono ma non con troppa convinzione) vedono il caldo dell’Ungheria come la peste e Michael Schumacer, a fatica, porta a casa un punto dopo aver subito anche il doppiaggio da parte del leader Alonso, mentre Barrichello si ferma al ventesimo passaggio quando alla staccata della curva 1 cede di netto la sospensione posteriore sinistra con conseguente gran botta nelle protezioni.

Fernando-Alonso-Renault-Hungarian-GP-2003_2704116Fernando Alonso può festeggiare finalmente la sua prima vittoria in Formula 1 mandando i visibilio tutti i tifosi asturiani (convinti che la livrea della R23 fosse un omaggio alle Asturie) e in generale la Spagna intera che non aveva mai esultato prima per una vittoria in Formula 1. Flavio Briatore nasconde dietro le sue classiche lenti azzurre la commozione per un trionfo che non festeggiava da 6 anni (Hockenheim 97, Berger) e chi se ne frega se la Fia lo multerà per essersi fatto pizzicare dalle telecamere a fumare una sigaretta durante la gara.

Da quel giorno arriveranno altre 31 vittorie, 2 mondiali, qualche lotta fratricida col team mate e qualche gufata qua e là dall’effetto più o meno riuscito ma sopratutto si formerà negli anni uno dei più grandi piloti della storia dell’automobilismo.

Ora non c’è più il Fernando Alonso timido e silenzioso che ascolta i consigli di mamma sulla felpa in Malesia (meriterebbe un premio solo per il coraggio di averla messa!), ma un uomo che emoziona milioni di ferraristi nel mondo che lotta sempre, che mette sempre il 110% in quello che fa. Non si sa se è il più forte ora in Formula 1, ma di sicuro è il “pilota più pilota” di tutti, cioè quello che dà sempre il massimo, che non molla mai e che se qualche assetto è negativo per la prestazione non si scervella più di tanto e tira fuori quel che manca dal piede destro. Insomma un pilota vecchio stampo di cui tanto la Formula 1 ha bisogno.


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Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.

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