F1 | Regolamenti stagione 2017: tra speranze e false illusioni

La nuova stagione porterà una serie di cambiamenti regolamentari atti a stravolgere quasi radicalmente il modo di guidare e gestire una monoposto di F1. Ma nonostante i tanti cambi al regolamento tecnico, quello sportivo è mutato ben poco, rischiando di lasciare ancora la F1 in uno stato di impasse emotiva verso gli appassionati. Anche Gian Carlo Minardi ha espresso il suo pensiero a riguardo, indicando in tre punti le chiavi per la svolta. 

Francesco Svelto |

 

Sta per iniziare una nuova stagione di Formula 1 e, come poche volte si è visto negli anni, essa porterà una miriade di novità sul fronte regolamentare. Tali novità non si nasconderanno sotto il cofano di una vettura, cosi come accadde ormai tre anni fa con la rivoluzione dei motori che diventarono power unit. Al contrario, questa volta tutte le innovazioni saranno ben visibili, in quanto riguarderanno la parte telaistica, le gomme e le ali della monoposto.

Ancora devono scendere la macchine in pista ma ci sono già moltissimi dubbi a riguardo delle conseguenze di queste scelte. Da un punto di vista dei cambiamenti tecnici, c’è chi pensa che, sul fronte telaio/aerodinamica un incremento cosi netto del downforce – dovuto a larghezza delle gomme aumentata e ali che generano più carico – potrebbe limitare pesantemente i sorpassi in quanto una vettura scaricherebbe una quantità di turbolenze nettamente maggiore (rispetto a quanto visto fino a quest’anno) sulla macchina che segue, impedendole di avvicinarsi in maniera significativa e tentare il sorpasso. Il tutto nonostante la presenza del famigerato DRS.

C’è anche chi accoglie positivamente queste nuove regole, in quanto l’incremento prestazionale dovuto alle cause di cui sopra potrebbe arrivare, su alcuni tracciati, anche fino a cinque secondi al giro. Il che permetterebbe alla massima categoria del motorsport mondiale di tracciare un solco profondo, in termini di prestazioni, tra se stessa e le altre.

Da un punto di vista prettamente sportivo, invece, cambia ben poco rispetto alla stagione passata. La F1 si trova da tempo in uno stato di impasse emotiva  e, non solo a parere di chi scrive, potrebbe e dovrebbe essere rivista la sezione sportiva del regolamento, specialmente nelle tematiche che più stanno a cuore i tifosi: favorire lo spettacolo in pista e avvicinare la F1 alla gente, magari anche proprio andando a semplificare quei tecnicismi che la maggior parte degli appassionati non arriva a comprendere o non ci prova neanche, per quanto son complessi.

Gian Carlo Minardi con un modellino di materiale plastico di una scocca

Anche Gian Carlo Minardi, di recente, dalle colonne del suo portale Minardi.it ha espresso il suo pensiero a riguardo: il manager faentino ha individuato una serie di punti cardine per favorire tutto questo e ci fa piacere riportarli di seguito:

– Mi piacerebbe rivedere giornate dedicate ai test collettivi per riavvicinare gli appassionati, scappati sia per disinteresse sia per questioni economiche. Invece di spendere sui simulatori, si dovrebbe ritornare in pista.

– Ridurre il numero del personale all’interno del team. Bisognerebbe proibire i remote-team, squadre di ingegneri al lavoro dal quartier generale in contemporanea all’azione in pista oltre ad avere una ventina di ingegneri. Di contro liberei lo sviluppo dei motori e delle auto, senza porre limite

Pit-stop con solo 8 meccanici. Diventerebbero più spettacolari per il pubblico e televisivamente parlando. Le macchine sarebbero più visibili, così come gli sponsor che oggi spariscono in una nuvola di 28-30 persone. Sarebbe intrigante per le strategie, oltre a toccare la voce dei costi.

Le nuove vetture metteranno le ruote in pista soltanto il prossimo 27 febbraio, a Barcellona. Da li in poi capiremo se i nostri dubbi e le nostre speranze sono fondati.

 

Francesco Svelto


Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".