F1 Virtual Safety Car: non ci siamo proprio!

F1 – 27 Ottobre 2015 – Ancora una volta sono emerse le enormi lacune della ” Virtual Safety Car ”  nel Gp ad Austin di F1, utilizzata in due occasioni nel corso della gara. In entrambe le fasi della corsa ci sono stati piloti che hanno guadagnato secondi e chi invece ne hanno persi. Che sia la strada giusta come unica alternativa alla Safety Car?

Di Alberto Murador

Un Gp quello di domenica corso ad Austin senz’altro ricco di colpi di scena, caratterizzato da sorpassi avvincenti al limite del regolamento, uscite di pista, rientri ai box all’improvviso e ben due ingressi della safety car ed altrettanti della ” Virtual Safety Car “. Probabilmente è proprio stata la VSC ad aver reso ancor più incerto l’esito della corsa, soprattutto se si considera che ogni pilota ha guadagnato o perso tempo prezioso nei confronti dei diretti avversari.

La prima VSC è stata introdotta nel corso del sesto giro per rimuovere i detriti lasciati dal pilota della Sauber Nasr in curva uno dopo essere entrato in contatto con il compagno Ericsson, mentre la seconda VSC nel corso della trentasettesima tornata per rimuovere la vettura di Hulkenberg in seguito al contatto con la Red Bull di Ricciardo due giri prima.

Quello che viene spontaneo ed ovvio chiedersi è come mai la FIA non imponga ai vari team, l’uso di un software che imponga una velocità uguale per tutte le monoposto in pista in regime di ” Virtual Safety Car “. Con l’introduzione di un software non sarebbe più il pilota a stabilire la velocità di percorrenza nel regime di VSC, ma bensì spetterebbe a questo elemento collegato alla centralina della monoposto a deciderne la velocità senza favorire nessun pilota in queste fasi della gara.

L’esempio più palese è quello utilizzato in un altro campionato FIA, il mondiale Endurance meglio denominato come WEC ( World Endurance Championship ). Quando entra in funzione la VSC nel corso di una gara endurance, entra simultaneamente un limitatore elettronico che impone una velocità di percorrenza nel settore interessato del circuito uguale per tutte le vetture ( limite imposto a 60 km/h ).

In vista della prossima stagione la federazione per garantire gare più eque senza favorire nessun pilota in queste fasi della corsa dovrebbe introdurre tale software anche nel circus, altrimenti tanto vale far entrare la safety car ogni qualvolta vi sia una situazione di pericolo.


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Alberto Murador

Ciao a tutti, il mio nome è Alberto e la mia più grande passione sino dall'età di sette anni è stata la F1, ma poi ho cominciato ad appassionarmi di tutto il mondo del motorsport. Tifoso ovviamente della Ferrari, orgoglioso del " made in Italy ".

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