F1 | La Red Bull utilizza un controllo di trazione?

15 giugno 2013 – La grande rinascita prestazionale della Red Bull ha lasciato molti osservatori veramente sorpresi. red_bull_vettelDa vettura che soffriva terribilmente il degrado delle gomme Pirelli, tanto da reclamare ufficialmente e chiedere un cambio delle mescole 2013, a vettura che in Canada sembrava gestire meglio di tutti l’utilizzo delle coperture della fabbrica italiana.

Lungi da noi, in questo momento, accusare o sospettare irregolarità da parte del Team Red Bull, ma vogliamo riportare solo una discussione che su più forum inglesi sta monopolizzando l’attenzione di molti appassionati inglesi di Formula.

Tutto è nato con la diffusione di un filmato che, postato su youtube, evidenzia il comportamento della vettura di Webber durante l’accelerazione successiva al contatto avuto con la Caterham di Van der Garde. Osservando infatti i segni che le gomme posteriori lasciano sull’asfalto, si potrebbe avere l’impressione che sulla vettura sia intervenuto un sistema anti-pattinamento. I segni non continui ma “tratteggiati” farebbero chiaramente pensare a questo, come quando elettronicamente interviene qualche sistema che tagliando momentaneamente la potenza, tenti di innescare nuovamente il grip dei pneumatici sull’asfalto.

Come detto, l’impressione potrebbe essere quella, ma di fatto, il regolamento tecnico, vieta l’utilizzo di qualsiasi tipo di controllo della trazione. Allora come interpretare i segni lasciati dalla Red Bull di mark Webber? Asfalto non perfettamente piano? Pneumatici degradati? Difficile dirlo. La cosa che però lascia con qualche dubbio è l’alternanza dei segni a terra tra ruota destra e sinistra. Osservando con attenzione le foto, sembra proprio che i segni vengano lasciati in modo alternato, nel momento in cui segna a terra la destra, non lo fa la sinistra, e quando lo fa la sinistra, non lo fa la destra. Come se tutto questo fosse gestito dal differenziale.

redbulltc2

Tutto ciò fa tornare alla mente quanto la Red Bull aveva escogitato nella scorsa stagione, quando fu scoperta nell’utilizzo di mappature irregolari proprio per ottenere, nelle fasi di accelerazione, una sorta di traction-control. La Federazione poi intervenne, vietando esplicitamente simili applicazioni (sorvoliamo sulla decisione della FIA di non punire duramente la Red Bull per questo) ora, sempre se vogliamo per un attimo credere alle supposizioni dei forum inglesi, sembrerebbe che in casa Red Bull abbiano trovato una soluzione che aggiri il regolamento, dalla serie: “fatta la legge, trovato l’inganno”. Rimanendo oltretutto, in qualche modo, assolutamente rispettosa del regolamento tecnico.

Vedremo se nei prossimi giorni emergerà qualche altro dettaglio, o se tutto rimarrà solo un’ipotesi “strampalata” di un forum d’oltremanica.


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Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato

5 thoughts on “F1 | La Red Bull utilizza un controllo di trazione?

  • 15/06/2013 at 09:25
    Permalink

    Ragazzi, ma questo è traction control puro! Non prendiamoci in giro.

  • 15/06/2013 at 10:50
    Permalink

    …conoscendo i soggetti…pensavano di approfittare del caos gomme con i riflettori su mercedes….ed eccoli di nuovo…

  • 15/06/2013 at 15:05
    Permalink

    É evidente l’intervento del traction controll

  • 18/06/2013 at 11:55
    Permalink

    i segni tratteggiati incominciano appena passa quella riga nera , ma non si capisce cosa sia la riga nera.

  • 21/06/2013 at 16:47
    Permalink

    Io penso di aver capito:

    Allora, io provo a ragionare per assurdo. Ammettiamo che la RB abbia una funzione di Traction Control, come può ottenerla “legalmente” sfruttando le pieghe del regolamento?
    Secondo me non taglia l’erogazione del motore (vietata dal regolamento) nè agisce sul differenziale elettronicamente (vietato dal regolamento) piuttosto “assorbe” l’energia in eccesso caricando opportunamente le batterie del Kers a partire dal momento in cui il sensore sul differenziale (ruota fonica) indica che una ruota sta pattinando ed interrompendo la carica appena lo stesso sensore conferma di nuovo il grip. In poche parole la RB, secondo me, usa il kers non solo per le funzioni per cui è stato concepito, ma anche come controllo passivo di trazione (passivo in senso di carico passivo) e quindi ricarica le batterie del Kers in trazione oltre che in frenata. Mi si accende una lampadina (a proposito di carico passivo) ricordate tutte le disavventure della RB con l’alternatore?tale che è l’unica motorizzata Renault ad utilizzare un alternatore McLaren? perchè? La spiegazione a questo punto potrebbe essere causata dall’implementazione dello stesso meccanismo ovvero non solo il kers, ma anche altri carichi elettrici (forse troppi per il povero alternatore Magneti Marelli) potrebbero essere dinamicamente utilizzati (con il sincronismo di cui sopra) per parzializzare passivamente la potenza erogata che sarebbe così come da regolamento regolarmente erogata dal motore ma ripartita tra carichi (differenziale – Kers e carichi elettrici vari). Volendo poi fare fantascienza si potrebbe addirittura immaginare un carico elettrico resistivo (in pratica una stufa) o, ancora meglio, invece che un carico resistivo delle bellissime celle di peltier (http://it.wikipedia.org/wiki/Cella_di_Peltier) per energizzare i flussi d’aria (ad esempio trasportando e concentrando il calore del motore e degli scarichi tramite la pompa di calore realizzata con le celle di peltier) rigenerando la minigonna termica surrogando i vecchi sistemi di scarico e le vecchie mappature del motore. Anche l’assetto rake estremo sembrerebbe confermare questo.
    Sarà così?? se è così voglio un premio!!

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