F1 | La Sovralimentazione Ferrari

23 maggio 2014 – Con il passare dei GP si riescono a scoprire sempre più dettagli interessanti delle Power-Unit di quest’anno, e dopo le immagini mostrate ieri da Sky abbiamo provato a riprodurre graficamente la disposizione degli elementi interni del motore Ferrari.

Grazie ad un fermo immagine, preso dalla diretta di Sky, siamo riusciti ad osservare la disposizione degli elementi della sovralimentazione della Ferrari F14-T.

Di seguito vi riproponiamo una nostra ipotesi sull’architettura della Power-Unit di Maranello:

motore

 

Con le frecce rosse è indicato il percorso dei gas di scarico che uscendo dalla camera di combustione raggiungono la turbina o la valvola di wastegate.

In viola la posizione del MGU-H, posizionato o tra turbina e compressore nella zona posteriore del motore.

In Blu la posizione del compressore, raggiunto dall’aria in entrata dall’airscoop – celeste – 

In giallo l’intercooler, mostrato nel riquadro piccolo (nella sua interezza quando smontato), ed in arancione il passaggio dell’aria per il raffreddamento dopo essere stata compressa.

In blu nuovamente l’aria inviata nelle camere di combustione.

Un architettura molto complessa e che ha visto la realizzazione di un sistema in spazi molto ridotti. Tra questi, ad essere molto ridotto, è sicuramente l’intercooler aria/acqua, un elemento che seppur di dimensioni contenute deve possedere un’elevata capacità di raffreddamento.

Una soluzione che consente di utilizzare i condotti tra intercooler e camere di combustione molto corti e che permette quindi di contare contare su una risposta più rapida del motore. Nel caso infatti in cui l’aria dal compressore dovesse percorrere maggiori distanze si sarebbe subito un piccolo ritardo nella risposta del motore, in questo, invece,  modo l’aria percorre meno “strada” rendendo la risposta più immediata.

Una architettura che sta però creando anche qualche problema alla Rossa, la posizione dell’intercooler sembra non certo l’ideale all’interno della V motore a causa delle alte temperature presenti in quella zona, inoltre rimane anche difficile aumentarne le dimensioni dello scambiatore visto lo spazio ristretto in cui è alloggiato e quindi rimane limitata la possibilità di abbattere maggiormente le temperature dell’aria proveniente dal compressore.



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Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato

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