lunedì, Ottobre 3, 2022

F1 | Tecnica: I flussi non comparabili

Roma, 18 novembre 2013 – Durante le prime sessioni di prove libere del GP degli USA è stato possibile osservare, grazie all’aumento dell’umidità ed ai slow-motion della FOM, i vortici ed i flussi che le monoposto generano in alcuni punti delle monoposto.

Cominciamo subito col dire che: in questo articolo non troverete ne analisi e ne commenti sull’andamento del flussi e ne comparazioni azzardate di nessun genere, ma al contrario, solo considerazioni generali sull’impossibilità di formulare analisi specifici di questo tipo.

Dall’immagine in formato GIF che vi riportiamo qui sotto, è possibile vedere due slow-motion della prima sessione di prove libere di venerdì dove vengono comparati i flussi della Red Bull di Vettel e quelli della Ferrari di Massa. A colpo d’occhio si vede come i due flussi siano effettivamente diversi, come uno sia più turbolento, l’altro più lineare e come uno si interrompa prima e l’altro dopo.

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Ma come si può pretendere di formulare un’analisi dei flussi analizzando semplicemente delle immagini televisive? e non conoscendo neanche le velocità delle vetture in quel preciso momento, che angolo di curvatura hanno percorso (le traiettorie sembrano diverse) e che tipo di carico aerodinamico è stato impostato sulle superfici aerodinamiche.

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Va ricordato inoltre che quanto visibile dalle immagini TV  rappresenta solo “la punta dell’Iceberg” di un’infinità di filetti fluidi che avvolgono la vettura e che sono analizzabili solo in galleria del vento o nelle simulazioni al CFD.

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Per questo motivi ci sembra azzardato esprimere pareri sul funzionamento corretto o meno dell’aerodinamica di una vettura rispetto ad un’altra. Che il punto di forza della Red Bull sia l’aerodinamica, nessuno lo mette in dubbio, anzi, più volte qui lo abbiamo scritto e di ciò siamo certi, ma formulare giudizi semplicemente attraverso l’osservazione delle trecce di Berenice ci sembra un po’ azzardato. Non conosciamo neanche la filosofia progettuale seguita da un tecnico rispetto all’altro e non è detto che dove voglia far passare i flussi un ingegnere coincida con quanto voluto dall’altro; basti pensare all’effetto Coanda e agli scarichi, c’è chi ha preferito la soluzione a “rampa” (che sembra la migliore), c’è chi ha preferito quella a “bulbi”… anche se poi arriva la Williams che elimina del tutto gli scarichi “Coanda” e rimette tutte le teorie in ballo.

Scendendo più nel dettaglio possiamo anche affermare che: confrontare le trecce di Berenice di due macchine diverse è poi quanto di più difficile si possa provare a fare. Innanzitutto perché sono generate da deflettori e ali dal disegno diverso e che poi devono lavorare lungo le fiancate delle macchine anch’esse diverse.

Osservando la conformazione delle pance laterali della RB9 e della F138, si nota subito come queste siano state disegnate partendo forse da concetti un ben diversi. Se la la prima ha le pance molto più scavate è perché, come noto, cerca di portare quanta giù aria possibile ai tunnel sotto gli scarichi per poi passare all’interno del diffusore. Naturalmente anche in Ferrari si lavora nella direzione di portare quanta più aria possibile sotto i bulbi di scarico, ma vien da se che il modo di far arrivare i flussi in quella zona sarà sostanzialmente diverso da quello utilizzato da chi utilizza l’altra soluzione.

Guardando poi il deflettore laterale si noterà come la Red Bull abbia utilizzato una soluzione molto larga rispetto al corpo vettura, mentre la Ferrari una più stretta. Forse in Red Bull ci si è concentrati nel far passare più aria tra deflettore e corpo vettura, mentre in Ferrari si è anche pensato ai flussi esterni. Quindi secondo noi risulta impossibile comparare due filosofie diverse che seppur con lo stesso scopo cercano di raggiungerlo percorrendo strade diverse.

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Nella foto sopra i due deflettori della Ferrari e della Red Bull concepiti con il “ponte” sulla fiancata nella F138 e “ponte” tutto esterno sulla Red Bull. Due filosofie diverse i cui flussi provenienti dall’ala anteriore raggiungeranno in modo necessariamente diverso, fornendo a loro volta risultanze diverse. Quale delle due è migliore? Visti i risultati non vi è dubbio ma verificarlo da i vortici in TV sembra un po’ frettoloso.


Antonio Granato
Antonio Granato
F1Tech JO -- Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk -- ex AZ Technical Engineer -- Contributor: http://ilfattoquotidiano.it and ChronoGP -- FIA accredited Twitter: @antoniogranato www.antoniogranato.com

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