F1 | La Red Bull che vedremo a Monza

3 Settembre 2013 – Quale Red Bull RB9 vedremo a Monza? Quali soluzioni porterà  il team di Milton Keynes al  GP d’Italia? Pista da basso carico aerodinamico, la più “scarica” dell’intero mondiale. La Red Bull qualcosa di specifico lo ha già provato a Spa, anch’essa pista da basso carico, testando sia un nuovo musetto anteriore (promosso e utilizzato anche in gara) e due nuove ali anteriori e posteriori provate solo al venerdì. 

musetto_red_bull_spa

Il nuovo musetto anteriore della RB9 ideato da Adrian Newey risulta più rialzato e complessivamente più fino rispetto al modello precedente. La particolare conformazione del muso a “squalo martello” è stata abbandonata,  le due telecamere sul muso infatti sono state spostate all’indietro in una posizione più vicina ai bracci delle sospensioni anteriori. Soluzione che dovrebbe migliorare il coefficiente di resistenza aerodinamica ed il raggiungimento di una maggiore velocità massima. Sicuramente verrà riproposto e confermato anche a Monza.

Soluzioni in studio anche al posteriore, continua infatti lo sviluppo graduale del nuovo diffusore. Comparso brevemente in Ungheria, provato poi con più continuità a Spa, sembra una soluzione studiata appositamente per Monza. Due le modifiche sostanziali applicate al diffusore: la prima riguarda la riduzione del  gurney-flap posto sopra il diffusore che comporterà una leggera perdita di carico ma anche più scorrimento e meno resistenza; la seconda invece riguarda l’allargamento dell’angolo d’uscita all’estremità del diffusore, questo dovrebbe aiutare l’espansione dell’aria in uscita dallo scivolo e aiutare il passaggio di una quantità d’aria maggiore. Visto infatti il grosso incremento di velocità che le auto avranno su un circuito veloce come quello di Monza bisogna agevolare anche l’uscita della grossa quantità d’aria che passerà sotto la vettura.

comp_diff_red_bull

Pronta per Monza anche l’ala posteriore provata brevemente a Spa. Un’ala che potremmo definire “ultra-slim”, con un bassissimo angolo d’inclinazione e corda ridottissima. Rimosse anche le fessure ai lati del profilo principale, le pressioni generate infatti dal profilo principale non saranno così elevate da dover essere necessario un riequilibro con la pressione esterna all’elettone. Soluzione questa che denota come la Red Bull abbia raggiunto un livello d’efficienza del diffusore tale da consentirgli di scaricare in modo così drastico l’ala posteriore senza subire perdite eccessive di aderenza nella zona posteriore della vettura.

red_bull_ala_post_3

Sempre durante le prove libere del venerdì, è stata provata anche un ala anteriore con un nuovo upper flap, al posto del precedente con due profili è stata provato anche uno con ben tre profili. Il test è stato effettuato sulla sola vettura di Mark Webber e non sappiamo se i riscontri ottenuti sono stati positivi o meno.



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Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato