sabato, Ottobre 1, 2022

Nuove regole: una F1 più utile alla futura mobilità?

In un contesto in cui i governi europei non sembrano avere le idee chiare sulla mobilità del futuro la Formula 1 si fa carico di intraprendere una strada nuova. Motori con combustibili sostenibili al 100% e grande aumento della diffusione dell’energia elettrica. C’è una via alternativa all’elettrico per l’auto di domani? La F1 prova a dare una risposta.

In un contesto in cui i governi europei non sembrano avere le idee chiare sulla mobilità del futuro la F1 si fa carico di intraprendere una strada nuova. Motori con combustibili sostenibili al 100% e grande aumento della diffusione dell’energia elettrica. C’è una via alternativa all’elettrico per l’auto di domani? La F1 prova a dare una risposta.

Nel 2026 inizierà il viaggio che porterà la F1 ad essere il prima possibile ad impatto zero in relazione alla CO2 emessa. Da sempre la massima categoria del motorsport è sempre stata il territorio in cui le idee e gli esperimenti più audaci  hanno mosso i primi passi per poi essere trasferiti nella produzione di serie.

Un esempio su tutti. Il cambio al volante che debuttò sulla Ferrari del 1989 progettato da J. Barnard (la prima idea era stata dell’Ing. Forghieri) molti anni dopo troverà applicazione nelle vetture del nostro quotidiano.

Dal 2013 la rivoluzione turbo ibrida ha sì cercato di rendere i motori un esempio di efficienza energetica ma lo ha fatto attraverso un concetto di ibrido che è ben diverso da quello che possiamo ritrovare nelle automobili di oggi. Soprattutto con un costo di progettazione e sviluppo enorme che non ha mai attratto nuovi costruttori.

Unica eccezione Honda, oggi campione in carica con Red Bull, che da sempre è molto attenta all’ecosostenibilità dei propri prodotti.

Adesso qualcosa cambia. In un contesto in cui i governi europei senza certezze dichiarano di volere solo auto elettriche dal 2035 (cosa che nel resto del modo probabilmente non accadrà) la F1 si fa carico di trovare e sperimentare altre strade per poter permettere una mobilità futura il più possibile ecosostenibile e facilmente fruibile.

Se dal lato strettamente sportivo il vincolo del budget allo sviluppo motori –95 milioni a stagione– può sembrare un limite per la categoria dall’altro è utile a poter permettere l’ingresso di nuovi costruttori come ad esempio il gruppo VW (Porsche e Audi). Solo avendo in F1 i più grandi costruttori al mondo si può pensare di elaborare un progresso un giorno utile alla mobilità quotidiana.

L’elettrico non è l’unica via verso le emissioni 0 e le nuove power-unit ibride a carburante 100% sostenibile lavoreranno per dimostrarlo.

Mantenere lo spettacolo, essere sostenibili finanziariamente per attrarre nuovi produttori, essere sostenibili dal punto di vista ambientale sono i mantra della nuova  F1 di cui in questi giorni si è deciso il futuro.

Aumento della parte ibrida (della diffusione elettrica fino al 50%) e combustibili sostenibili al 100% hanno lo scopo di garantire potenza e l’attenzione all’ambiente. Valori che possono essere lavorati e sviluppati in direzione della mobilità futura di tutti.

Ferrari, Honda, Mercedes, Porsche -dal 2026 con Red Bull– non sono lì a caso. La via verso la mobilità sostenibile non può essere solo l’elettrico. Sicuramente al di fuori dell’Europa la visione è diversa. Da qui al 2035, anche attraverso il ruolo della F1, lo sviluppo di questi motori potrebbe stravolgere le attuali idee di mobilità.

 

Alessandro Francese
Alessandro Francese
Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna

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