domenica, Novembre 27, 2022

Codignoni: in Ferrari c’è indubbiamente un vuoto

Secondo Manuel Codignoni, in Ferrari c’è indubbiamente un vuoto nelle cariche dirigenziali.

di Federico Caruso | @fclittlebastard

Nell’ultima puntata di PitTalk, è intervenuto ai nostri microfoni il giornalista di Radio Rai 1 Manuel Codignoni.

Grande appassionato di F1 e giornalista, abbiamo parlato con lui, commentando i fatti di questa settimana senza GP di F1. Per forza di cose, data la gravità, a tenere banco, sono stati ancora i fatti del brutto episodio accaduto al GP di Monaco.

Brutto ovviamente per la Ferrari. Questo periodo no, sembra non finire. Basti pensare che negli ultimi quattro GP di F1 abbiamo assistito a quattro vittorie Red Bull. Dopo una partenza scoppiettante la Ferrari sembra aver perso la bussola. Soprattutto nell’ultimo GP, si è evidenziato un vero e proprio deficit con la Red Bull per le tattiche di gara.

Questi errori così grossolani fanno molto pensare ai tempi in cui l’A.D. Ferrari si faceva sentire e non poco. A volte saltavano teste. Con Manuel Codignoni abbiamo proprio parlato della mancanza di una figura carismatica, che sia il presidente o l’A.D., che si faccia sentire e prenda provvedimenti in occasioni del genere. Anche dopo gli ultimi episodi del GP, non abbiamo registrato nessuna dichiarazione da parte del CEO Ferrari Benedetto Vigna.

C’è un silenzio generale da parte di Ferrari. Quasi sconcertante. Così Codignoni ai nostri microfoni:

manuel codignoni

“…non  dimentichiamoci che c’è un amministratore delegato, ma c’è anche un presidente, che per diversi mesi si è preso sulle sue spalle anche il compito di fare l’amministratore delegato. C’è indubbiamente un vuoto. Quello che tu dici è profondamente vero. C’è indubbiamente un vuoto, e c’è un Binotto che di fatto viene lasciato solo a gestire la baracca.

Per carità, lo fa al meglio di quelle che sono le sue possibilità. Però oramai abbiamo imparato a conoscerlo Mattia in questi anni in cui è stato al vertice della Ferrari. È evidente che deve concentrarsi su questioni più prettamente tecniche. Non gli si può chiedere anche di fare da parafulmine per la squadra. Tempi addietro c’erano delle figure apicali. Montezemolo che non perdeva l’occasione di entrare e parlare. Ma anche dopo, c’era un Marchionne che il suo mestiere dal quel punto di vista lo sapeva fare.

Sapeva fare un po’anche il Mourinho. Sempre tornando sul paragone calcistico. Sapeva fare il parafulmine e spostare l’attenzione dagli errori della squadra o gli orrori della squadra su di sé. In questo caso c’è un’assenza pesante che va assolutamente rimarcata. Rispetto a quello che sta facendo vedere Vigna, sembrava a questo punto un presenzialista Camilleri.”

Sempre tornando ai paragoni calcistici, quando manca la dirigenza, forse diventa più difficile vincere. Una sana pressione aziendale per il raggiungimento degli obbiettivi stagionali, dovrebbe e potrebbe essere una chiave di svolta.

La squadra Ferrari molto spesso l’abbiamo vista perdere la bussola. Non basta avere un timoniere capace, ma anche tutto quello che c’è intorno conta. Quante volte abbiamo visto Marko (Red Bull) premere sulla squadra Red Bull, con dichiarazioni a mezzo stampa.

Quante volte ha messo sotto pressing altri team, o piloti con semplici dichiarazioni? Possiamo chiamarli come vogliamo, pretattica, follie presidenziali, qualsiasi cosa. Ma in uno sport dove il millesimo di secondo ti può far passare da un momento di gloria ad un momento di anonimato…beh probabilmente conta tutto davvero.

 

Federico Caruso
Federico Caruso
Nato a Roma sotto il segno dei motori turbo V6 nel 1984. Sono sempre alla ricerca di qualcosa che mi sappia emozionare come Ayrton Senna. Scrivo con passione per amore della F1.

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