Una Formula 1 in gabbia

Ci avete fato caso ? Il Gran Premio dell’Arabia Saudita ha praticamente chiuso in una gabbia i protagonisti della Formula 1. Tutto il percorso recintato da quelle alte griglie dava la sensazione di assistere ad un video-game più che ad una corsa automobilistica.

Non solo. Ad aumentare quella sensazione contribuiva la totale assenza di visione del pubblico: sembrava quasi che la Formula 1 si fosse disumanizzata.

Per fortuna i nostri eroi, i piloti lanciati in quel toboga, hanno reso umana ed altamente emozionante la sfida verso il successo.

E si devono fare i complimenti a tutti i concorrenti perché per passare indenni tra i muri in cui tutto il Gran Premio era relegato c’è voluta tutta l’abilità, e la precisione più assoluta dei protagonisti. Evitare di sbattere per quasi due ore è stato un miracolo. Perché se l’incidente di Mick Schumacher è stato preoccupante ma fortunato, una scena di quel tipo durante la gara con tutto il plotone impegnato a duellare, e magari coinvolto, avrebbe avuto conseguenze ben maggiori.

Lo spettacolo non è mancato e la stagione si annuncia vivace quanto basta per aspettare l’esito dei vari Gran Premi che si succederanno: quei duelli corpo a corpo promettono momenti entusiasmanti.

Tanto più che la Ferrari ha confermato che la prestazione del Bahrain non era occasionale. Se poi in corso d’opera si aggiungeranno nella sfida fra Leclerc e Verstappen, fra Ferrari e Red Bull, anche i due piloti della Mercedes – non ci credo che la Casa tedesca resti a quel livello – la Formula 1 potrà davvero dimostrare la sua spettacolarità. Intanto i fatti stanno dimostrando che le nuove regole hanno azzeccato lo scopo: rendere le auto più vicine nelle prestazioni le une alle altre.

Se poi la F 1 la togliamo dalla gabbia sarà ancor meglio!  


Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963