F1 | Red Bull: Crash test fallito, che fa Newey?

Anche Red Bull come Mercedes ha avuto problemi con i crash test FIA. Cosa può essere successo? Il genio di Newey avrà osato troppo? Cose che capitano ma  anche un’interessante spunto per riflettere.

Tra coloro che hanno avuto difficoltà nel passare i crash test della FIA si annoverano due nomi clamorosi, Mercedes e Red Bull. Per Ferrari al momento tutto bene.

Il fatto che chi ha lottato per il mondiale ora si trovi in questa situazione di difficoltà fa pensare. Soprattutto per Red Bull il cui cervello pensante è quello di Adrian Newey. Il salto regolamentare ha sicuramente stimolato la fantasia dei progettisti e qualcuno potrebbe aver azzardato forme e concetti tanto da trovarsi poi in difficoltà all’atto pratico dei crash test.

 

Quello dei crash test è un momento fondamentale nella nascita di una nuova monoposto. I test di impatto frontale e resistenza agli urti laterali sono garanzia della sopravvivenza del pilota in caso di condizioni limite. Pensiamo all’incidente di Grosjean due stagioni fa, ai botti di Norris e Bottas a Imola quest’anno o  quello di Leclerc a Monza 2020.

Incidenti che, senza un continuo e costante miglioramento delle condizioni di sicurezza, fossero avvenuti una decina di anni fa, avrebbero potuto causare gravi conseguenze ai piloti.

Ecco perché, di fronte a una nuova interpretazione dell’efficienza delle monoposto imposto da un regolamento tecnico completamente diverso, uno stop ai crash test potrebbe riservare delle sorprese. In altre parole determinate soluzioni tecniche potrebbero dover essere riviste, ci mancherebbe, in nome della sicurezza.

Adrian Newey è un genio indiscutibile. Ha vinto 9 titoli costruttori tra Williams, McLaren e Red Bull, un vero gigante del motorsport. Non sbaglia chi non lavora e anche Newey una tantum, nell’intento di ricercare, la prestazione a tutti i costi qualche errore l’ha fatto.

Chiedere a chi ha guidato le sue auto. Dalla piccola Leyton House di Ivan Capelli alle monoposto più blasonate per Newey il pilota era quasi un ostacolo alla progettazione della macchina.

Una vettura che ebbe grandi difficoltà fu la Williams del 1994. Lì la monoposto di Newey si trovò un grandi difficoltà rispetto alla rivale Benetton. La storia ce la farà ricordare come una vera e propria monoposto maledetta. Fu Senna a Imola a richiedere una modifica al piantone dello sterzo per abbassarlo. L’abitacolo, estremamente angusto rispetto alla McLaren da cui arrivava, non gli permetteva nemmeno di girare agevolmente il volante tantochè le nocche della dita battevano sulla carrozzeria. Come finì purtroppo è noto

Altra vettura deficitaria fu la McLaren del 2003. Qui nel tentativo di raggiungere la Ferrari di Schumacher Newey pensò ad una macchina così estrema che si rivelò totalmente inaffidabile. Il risultato fu un aggiornamento della monoposto del 2002 che disputò tutta la stagione 2003.

Raikkonen riuscì comunque al lottare fino alla fine contro Schumacher e Montoya.

Alessandro Francese
Alessandro Francese
Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna

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