domenica, Dicembre 4, 2022

F1 | Quando Ferrari voleva dire Forghieri

Oggi, 13 gennaio, compie gli anni l’ingegner Forghieri.


Monumento vivente della Ferrari del Drake, la sua avventura inizia negl’anni 60 appena il fondatore decapita tutto il management della squadra corse, e intravede nel figlio di un suo dipendente, Forghieri appunto, delle caratteristiche su cui puntare.


Ferrari era solito fare delle scommesse sulle persone. Lo farà in seguito con Gilles. Lo ha fatto anche con Mauro investendolo di responsabilità enormi per un ragazzo di quell’età.

 

Intimorito ma non impaurito, cominciò a plasmare il reparto corse sul suo modo di essere e, col passare del tempo, il nome Forghieri venne sostituito dal suo soprannome “Furia”, sia per il carattere impetuoso, sia per il suo modo di approcciarsi ai problemi. Legato a Lauda, che contribuì a rendere un fuoriclasse per la capacità innata dell’austriaco di capitalizzare i test con prestazioni che miravano sempre al miglior risultato di squadra possibile, il suo nome è legato anche a monoposto che ancora ora risultano essere capolavori di ingegneria. Esempi ne sono la 312T la 126-C2 o la 126-C3, quest’ultime le uniche Ferrari a imporsi in F1 nell’era dei motori turbo.

 

Nel corso della sua carriera numerosi sono stati gli sconti con Ferrari sempre volti all’interesse della squadra, e lo stesso Ferrari ha difeso il suo direttore tecnico sia coi piloti ma anche e soprattutto con i soci di Torino, che per indebolirlo, spesso attaccavano il suo ingegnere.


Nel 1984 la F1 era orami cambiata. L’ingresso di nuovi competitors portò all’utilizzo di componenti ancora sconosciuti alla Ferrari “artigianale” quale era allora. Di fronte a un Enzo Ferrari indebolito dall’età e non in grado di reggere la scuderia come una volta, scelse di andarsene restando a tutt’oggi l’unico che ha fatto vincere la Ferrari di Ferrari.

Auguri ingegnere.

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