F1 | Ferrari, si raffredda l’ipotesi del ritorno di Jean Todt

Jean Todt potrebbe non tornare a Maranello neanche col ruolo di super-consulente. Terruzzi annuncia il probabile dietrofront Ferrari sul tema, noi analizziamo i possibili perchè dietro a questa scelta. 

 

di Francesco Svelto |

 

La notizia del probabile (qualcuno a dire il vero lo dava per certo) ritorno di Jean Todt a Maranello è rimbalzata a cavallo dell’ultimo Gran Premio della stagione 2021 ad Abu Dhabi. Giorgio Terruzzi, sulle colonne del Corsera aveva avanzato l’ipotesi che aveva dell’incredibile ma che nessuno, a partire da Mattia Binotto, aveva smentito.

E’ stata una delle voci che han fatto da sottofondo a questo periodo di vacanze natalizie e di fine anno da cui siamo da poco usciti. E come tradizione del mese di gennaio, quando l’ambiente e i corridoi iniziano pian piano a scaldarsi nuovamente, le notizie tornano a rimbalzare veloci e disparate. E’ di queste ore infatti una sorta di “marcia indietro”, riportata dallo stesso Giorgio Terruzzi, da parte della massima dirigenza Ferrari – nella fattispecie del presidente John Elkann – secondo la quale l’idea di Todt sarebbe stata messa da parte. O almeno per il momento.

 

I fatti dunque ci dicono questo. Ma i motivi dietro a tutto ciò potrebbero essere i più disparati ma a parere di chi scrive, se effettivamente c’è stato un ripensamento dai vertici di Maranello le motivazioni potrebbero essere legate al ruolo e alla libertà operativa che il francese potesse avere in questo ruolo di “super-consulente”.

Piccolo flashback. Anche Niki Lauda fu super-consulente per Maranello agli inizi dei 90 e le cose non andarono effettivamente come ci si aspettava. Salvo poi arrivare lo stesso Todt, avere un periodo di “co-abitazione” e poi salutare l’austriaco. Perché l’organigramma Ferrari era naturalmente orientato ad una forma piramidale, con una gestione di un nr. 1 (Todt, appunto) e i direttori delle varie aree tecniche. Senza interferenza alcuna dall’esterno.

Una soluzione, questa, che in altri team ha funzionato (vedi lo stesso Lauda in seno alla Mercedes fino alla sua scomparsa) ma che a Maranello, forse, non convince. Neanche oggi. 

Non sapremo mai – almeno per ora – se fosse Todt a volere più spazio o la Ferrari a volergliene concedere di meno. Non sapremo mai se la figura di Todt sarebbe dovuta servire anche come “parafulmine” per le possibili (non vogliamo scrivere “probabili”, per il momento) feroci critiche che dall’esterno si sarebbero riversate su Maranello, andando quindi a catalizzarsi sulla figura del francese e non più su quella degli – eventuali – reali responsabili. Non si sa. Fatto sta che c’è una intera gerarchia tecnica, a Maranello, che è sulla graticola.

Una gerarchia che si vociferava potesse essere rivoluzionata questo inverno ma che finora non ha subìto cambiamenti. Ma che una volta che la nuova Ferrari (che sarà svelata fra meno di un mese) metterà le ruote in pista, dovrà prendersi inevitabilmente il bello e il brutto di un progetto, quello del 2022, su cui si sta puntando da tempo e che tecnicamente sarà difficile migliorare qualora le cose non dovessero andare come i ferraristi sperano. Una gerarchia che, senza il super-consulente a parare qualche colpo, potrebbe esser messa inevitabilmente sotto processi mediatici continui. Ci auguriamo davvero, per l’Italia e per lo sport, che non sia cosi. 

 

Francesco Svelto


Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".