F1 | Monza: i (pochi) spettatori tra caro prezzi e ristrettezze Covid

Le attese di pubblico per il weekend di Monza sono nettamente al ribasso. Le cause sono molteplici e riguardano non solo le limitazioni di posti causa pandemia ma anche il fortissimo caro-prezzi legato alla vendita dei tagliandi. 

di Francesco Svelto |

 

  

I dati relativi alle presenze di spettatori al Gran Premio d’Italia che si correrà domenica, danno da pensare. Condizionati certamente dalla scelta di aprire solo al 50% dei posti delle tribune e solo per coloro dotati di carta verde, i numeri legati alle vendite dei ticket per il weekend di Monza parlano soltanto di 15.000 tagliandi staccati.

Manca ancora qualche giorno all’evento clou del weekend, la gara di domenica, ma appare difficile ipotizzare uno scenario che si discosti troppo dalla situazione attuale. Il tutto, certamente anche a causa del caro-prezzi.

La negatività di questi numeri oggettivamente rappresenta un dato in netto contrasto con ciò che abbiamo potuto vedere in eventi come Silverstone e Zandvoort – giusto per citare due esempi – che hanno potuto godere del sold-out dei tagliandi. In questo articolo non andremo a sindacare della situazione epidemiologica italiana rapportandola a quella di Olanda o Gran Bretagna. I paesi sono diversi, le campagne vaccinali sono diverse, la situazione economica è diversa.

Stiamo soltanto mettendo alla luce dei numeri che inevitabilmente porteranno tutto il consorzio di entità legate al Gran Premio d’Italia a fare delle riflessioni in vista del prossimo futuro.

Tra due anni si avrà l’edizione numero 100 dell’evento del Gran Premio d’Italia, momento da festeggiare in grande stile e, ci auguriamo, con la massima libertà e disponibilità di risorse dagli enti che contribuiscono alla realizzazione di un qualcosa di cosi importante. Però non si può non considerare che a fronte di un’organizzazione cosi importante per l’evento di quest’anno, le entrate saranno certamente inferiori a quanto ci si poteva aspettare. 

Al momento la situazione è questa e sebbene Stefano Domenicali la pensi (almeno sul fronte economico) diversamente da chi scrive, è opportuno fotografare anche la situazione social, dove si registrano lamentele a iosa e precise volontà di non partecipare all’evento in un momento di ristrettezze forti per il paese. Il tutto al netto, come detto, di tutti gli aspetti legati alla situazione pandemica.

Riportiamo di seguito l’intervento di Domenicali rilasciato ai giornalisti della Gazzetta dello Sport :



Spero che i dati che ho letto non siano oggettivi e che la gente risponda con entusiasmo, se lo aspettano anche le squadre. Monza è sempre stata una gara speciale, a prescindere dal colore della casacca che indossi. Quest’anno, le nazioni in cui siamo riusciti a ospitare il pubblico hanno sempre registrato grandi eventi: da Silverstone all’Ungheria, da Spa a Zandvoort.

La risposta al Covid è stata diversa a seconda dei Paesi. Per Monza è stato concesso il 50 per cento della capienza, ma le vendite sono cominciate solo a fine luglio. Può aver influito il caro prezzi? Non mi risulta, altrove non c’è stato. Nel caso, è una scelta dei promotori locali, noi non abbiamo voce in capitolo. Vorrei che la storia di Monza fosse proiettata nel futuro. Stiamo discutendo con gli organizzatori proprio per capire come rilanciare il Gran Premio.

Faccio fatica a pensare a una F1 senza Monza, però gli eventi sono anche business e deve esserci un ritorno economico che li giustifichi. La Ferrari è troppo importante per non pensare a un grande effetto positivo quando tornerà al vertice. L’entusiasmo che il marchio riesce a generare nel mondo è fondamentale per la F1. Lo capiscono anche i team che oggi si contendono il Mondiale. Rivedere una Ferrari competitiva gioverebbe a tutto il sistema“.

 

 

Francesco Svelto


Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".