domenica, Novembre 27, 2022

F1 | Giallo a Monza

Anteprima storica del GP d’Italia di F1 in programma domenica a Monza. Torniamo indietro all’anno 1986 con un giallo a dipingere l’inizio del weekend ma con del rosso sul podio la domenica. 


| a cura di Federico Sandoli  

Il GP d’Italia del 1986 è stata la 13esima prova del campionato mondiale di F1. Quell’anno al via il circus vedeva solo macchine dotate di turbocompressore e lo sport del motore italiano viveva una stagione negativa a causa delle difficoltà della Ferrari, mai realmente competitiva, ma soprattutto per la prematura scomparsa di Elio De Angelis, vittima di un incidente a Le Castellet mentre stava collaudando la sfortunata Brabham cosiddetta “sogliola”.


Nonostante il rosso sbiadito, quell’anno a Monza il pubblico affluisce numeroso sulle tribune già dal venerdì. E proprio al venerdì, gli spettatori rimangono attoniti e col fiato sospeso: appena le prove hanno inizio e cominciano a sfilare le macchine, subito si nota la mancanza della Ferrari numero 27, l’icona per eccellenza.


Le prove continuano ma di Alboreto nessuna traccia fino al termine della sessione.


Sulle tribune e nel paddock le voci si sprecano. C’è chi dice di averlo visto cadere da una moto, chi lo ha visto all’ospedale grave per un incidente, alcuni giornalisti ipotizzano che l’italiano si sia licenziato dalla Ferrari per protestare contro la scarsezza del mezzo.

In mezzo a queste voci, comincia a delinearsi la realtà. Michele si è infortunato in casa cadendo, la spalla dolorante non fa presagire nulla di buono. La squadra è in confusione, non far partecipare Michele significa perdere qualsivoglia possibilità di ben figurare. Solo il dottor Costa, interpellato da Enzo Ferrari, riesce a sistemare la spalla del pilota milanese e metterlo in condizione di correre.

 

Constatata la mancanza di dolore, ecco tornare la voglia di indossare casco e tuta e buttarsi nell’agone. Al sabato Michele è in pista ma neppure lui può fare molto contro lo strapotere del turbo BMW che fa volare la Benetton di Fabi in pole e assicurare a Berger la seconda fila.


Poche speranze rosse per la gara, nonostante un warm-up da protagonista. Quando all’inizio del giro di ricognizione la Benetton in pole non si avvia e Prost con la McLaren ha un problema al semiasse e deve partire dai box. Di fatto monca della prima fila, il plotone delle macchine attende il verde che sancisce l’inizio della corsa. Allo scattare Berger prende il comando davanti alle Williams e alla Ferrari di Alboreto.


Mentre la Benetton scappa, la Ferrari preme il duo inglese, anzi sembra mettergli concretamente il fiato sul collo. Dalle tribune il pubblico spinge Michele a un clamoroso sorpasso sulle odiate macchine inglesi. Quando la Ferrari nr. 27 si appresta ad attaccare Piquet, alla prima chicane scivola sull’ olio della Minardi incappando in un testacoda che lo blocca a bordo pista.


Con l’italiano costretto al ritiro, il pubblico italiano riversa le speranze su Berger, futuro ferrarista, ma un calo del motore BMW non gli permette di resistere al ritorno delle Williams.


Con Mansell in testa e Piquet secondo, la gara sembra volgere al termine quando alla Curva Grande il brasiliano approfitta di una sbavatura del compagno, lo affianca e lo passa andando a vincere. A salvare l’onore ferrarista è Stefan Johansson (65 anni ieri) che, con una gara accorta, riesce ad agguantare un insperato terzo posto.


Il pubblico esce dall’autodromo soddisfatto ma con una domanda: il giallo di Monza è la mancanza di Alboreto al venerdì o la competitività Ferrari la domenica?

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