F1 | Mazzola: “A sentire Binotto mi son cadute le braccia!”

L’ing. Mazzola ha analizzato le dichiarazioni di Binotto dopo la conclusione del GP d’Austria. Ai microfoni di Pit-Talk l’ex ingegner della rossa ritiene che in questo ultimo decennio è stato cambiato ben poco all’interno di Maranello. Il team principal vede al ribasso gli obiettivi di questa stagione di F1, puntando tutto al 2022. La prossima stagione sarà quella del rilancio per la rossa?

 

 

Mazzola ha mostrato perplessità sulle dichiarazioni di Binotto rilasciate al termine del GP d’Austria. L’ex ingegnere di pista della rossa, ha detto la sua su quanto detto dal team principal di Maranello, con Mazzola abituato a vincere ai tempi di Schumacher in Ferrari. Ora i tempi vincenti dei primi anni 2000 sono un lontano ricordo per la scuderia del Cavallino Rampante.

La doppia trasferta austriaca ha di fatto ridimensionato gli obiettivi pre-stagionali fissati dagli uomini di Maranello. In primis Mattia Binotto, con quest’ultimo che si era posto come target il terzo posto tra i costruttori in questo mondiale di F1.

Ma al momento le speranze di poter vedere la Ferrari nella lotta per il terzo posto sono esigue. I diretti avversari della McLaren hanno a disposizione un pacchetto tecnico migliore rispetto a quello del team italiano.

Il team principal della rossa dopo la gara di domenica scorsa, ha così rilanciato” al ribasso gli obiettivi della Ferrari per questa stagione. Non più terzo posto tra i costruttori dietro a Mercedes e Red Bull, bensì con molta probabilità dietro anche alla McLaren. Secondo l’ingegner Mazzola innanzitutto è una questione di mentalità, dove gli uomini della rossa (Binotto in primis) al posto di puntare in alto, puntano sempre al ribasso.

“Tra questo decennio e l’altro non è che sia cambiato molto, la base della Ferrari è quella. E’ proprio una questione di mentalità. Manca questa! A sentire Binotto mi son cadute le braccia a terra, sempre con questi obiettivi variabili e rivolti in basso… Ma questo è il corso attuale e lo accettiamo. Aspettiamo il 2022…”

Quanto affermato da Mazzola rispecchia la realtà dei fatti in casa Ferrari. Lasciando da parte l’organico tecnico, il primo a dare un forte “scossone” dev’essere il team principal, ovvero Binotto. Ma il reggiano al posto di caricare la squadra, sembra preferire alzare bandiera bianca, di certo non una mentalità da team vincente.

Per poter vincere in F1 una scuderia deve avere anche un leader che riesca a coinvolgere appieno tutti gli uomini all’interno del team. Invece Binotto sembra non voler dare quello “scossone” di cui tutta la Ferrari avrebbe bisogno! Sacrificare anche il 2021 per puntare al 2022. Aprire un ciclo vincente in F1. La maggior parte delle dichiarazioni di Binotto finiscono sempre così, nel posticipare sempre la riscossa in F1 della Ferrari.

Ok, cambiando il team principal in una scuderia di certo non basta per rendere competitiva una monoposto di F1, ma se guardiamo al passato, sempre in casa Ferrari, sono saltate teste per molto poco in confronto all’attuale situazione. E magari in alcuni casi sono state mandate via le persone sbagliate (Arrivabene ndr).

Ora non ci resta che attendere il 2022, per dare o meno ragione a Mattia Binotto. A Maranello sembra davvero esserci la convinzione di poter aprire un altro ciclo vincente in F1. Sarà davvero così? La speranza è l’ultima a morire…

Alberto Murador


Alberto Murador

Ciao a tutti, il mio nome è Alberto e la mia più grande passione sino dall'età di sette anni è stata la F1, ma poi ho cominciato ad appassionarmi di tutto il mondo del motorsport. Tifoso ovviamente della Ferrari, orgoglioso del " made in Italy ".