F1 | Sainz, il motore Ferrari e i problemi di velocità a Barcellona

Le recenti esternazioni di Carlos Sainz, dopo il Gran Premio di Spagna, hanno timidamente indicato come il problema Ferrari attuale risieda ancora nelle prestazioni del motore. Lo spagnolo ha ribadito di non aver avuto sufficiente velocità in rettilineo per combattere con i suoi diretti avversari ma la sua P7 finale non è solo frutto – come dice – di una partenza sbagliata. 

 

di Francesco Svelto |

 

 

Sainz in Spagna è stato protagonista di una gara discreta, culminata con una P7 finale a circa 1’14” di gap dal vincitore. Una gara in cui la Ferrari si è mostrata altalenante su diversi aspetti: abbastanza positiva in termini di tempi sul giro, abbastanza in grado di combattere con le contendenti per il ruolo di “Primo degli altri” dietro Mercedes e Red Bull, ma ancora molto carente in termini di velocità di punta.

Il pilota spagnolo ha detto ai microfoni della stampa d’oltremanica di essere rammaricato per la sua partenza e di avere il passo per stare davanti anche alla McLaren di Ricciardo:



“Eravamo semplicemente più veloci di loro ma è stato molto difficile per noi sorpassare, avevano una velocità massima molto migliore della nostra! È quello che succede a Barcellona: quando non parti bene, non finisci dove vuoi!”


In realtà Sainz ha detto più o meno le stesse cose anche alla stampa italiana appena dopo la gara: “Non voglio dire che ci manca ancora un po’ di motore ma manca ancora velocità in rettilineo!”.

Minimo comun denominatore di questi due passaggi, è – senza usare mezzi termini – la mancanza, ancora attualissima, dei cavalli del motore.

Non è stata solo la partenza il problema di Sainz. Il problema consisteva nel fatto che la Ferrari in rettilineo proprio non ne aveva. Barcellona è una pista tecnica, inclusiva di ogni tipologia di curve. Si va da quelle a lunga percorrenza, in appoggio, a velocità medio/alte fino ad arrivare ai tratti lentissimi, come l’ultimo settore prima del traguardo.

La cosa positiva per Ferrari – leitmotiv di tutto il weekend – è che la macchina andava molto bene (riscontro dato da entrambi i piloti) proprio in quell’ultimo settore. Ma per andare bene in quel settore bisogna caricare molto le ali e l’assetto in generale al fine di avere tantissimo carico aerodinamico e permettere alla monoposto di “trazionare” bene e non scivolare in quel tratto. Cosa che la Ferrari ha fatto. Ed il prezzo da pagare, per questa scelta – che, ribadiamo, al netto del tempo sul giro ha dato i suoi effettivi vantaggi – è ovviamente la velocità sui rettilinei. E se non si hanno troppi cavalli di base, si finisce col pagare un prezzo troppo alto

Ecco perché, come abbiamo sempre ribadito, avere un motore adeguato non è solo vantaggioso in termini di velocità di punta ma serve – e tantissimo! – anche per alzare il carico e gestire al meglio le gomme. Ma tant’è…

Tuttavia è da rimarcare come ci siano segnali positivi in ottica Montecarlo. Magari la Ferrari ha usato questo tipo di assetto a Barcellona anche per raccogliere dati in vista della kermesse monegasca. E i risultati sono effettivamente incoraggianti. Ma da qui a dire che si punta alla vittoria – come abbiamo letto e sentito a cavallo del weekend spagnolo – ce ne passa… 

 

Francesco Svelto


Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".