F1 | Murray Walker, addio al decano dei telecronisti

Sir Murray Walker passed away aged 97. Questa la terribile notizia che ha sconvolto il mondo della F1, ci ha lasciato il decano dei telecronisti a livello mondiale. Se c’è un personaggio che più di ogni altro conosce e ha vissuto tutta la storia della massima espressione velocistica a 4 ruote, questo non è nè un pilota nè un costruttore, è proprio lui.

Pur non essendo stato, nei primi anni di storia della F1, impegnato nelle cronache in radio o televisione, si è addentrato nel mondo dei motori già da prima che iniziasse la storia del Circus, portando avanti telecronache nelle discipline più svariate, dalle gare in salita alle moto, fino alle competizioni in circuito a 4 ruote. Ma i grandi personaggi della storia della F1 li ha raccontati tutti, da Ascari a Fangio, da Clark a Stewart, da Lauda a Villeneuve… fino ai giorni nostri, quando per l’appunto dal 1976 prenderà saldamente il timone delle telecronache dalla cabina di commento dell BBC.

Ha avuto al suo fianco compagni di viaggio straordinari e per certi aspetti anche scomodi, da James Hunt (che in telecronaca non le mandava a dire nemmeno a Nigel Mansell nelle sue stagioni migliori) a Jonathan Palmer, per finire con Martin Brundle, che lo ha affiancato poco dopo essersi ritirato dalle gare. Insignito del titolo di Ufficiale all’Ordine dell’Impero Britannico, Walker è stato anche membro del British Racing Drivers’ Club, proprietario del circuito di Silverstone.

Ma il buon Murray, oltre alla sua personalità goliardica, era noto per i suoi commenti che faceva sempre in piedi, con un agonismo tale da far vivere la pista come se in quel momento lì ci fosse lui, ma anche e soprattutto per le sue famose gaffes in telecronaca, conosciute come “Murrayisms“; il più famoso è “Unless I am very much mistaken…. I AM very much mistaken!” (“A meno che non mi sia sbagliato di grosso… mi sono sbagliato di grosso!“). Walker però ha regalato anche pagine di grande commozione, come in occasione del tributo a James Hunt dopo la sua morte nel 1993 o alla vittoria del Mondiale 1996 da parte di Damon Hill, quando ha dovuto interrompere il commento tana era l’emozione per il traguardo conquistato dal rivale di Michael Schumacher. Ma soprattutto era dotato di un grandissimo equilibrio, tipicamente inglese, e di una grande sportività nei commenti, nei confronti di tutti, senza distinzioni. Walker, che è stato protagonista anche di divertenti sketch e spot pubblicitari (di cui uno proprio con Hill, la cui esuilarante sintesi finale è stata “Hill finishes second, again!“), ha fatto la sua ultima apparizione in un GP nel 2012, l’anno in cui dedicherà un toccante tributo a Sid Watkins, il medico della F1 grande amico di Senna.

“The Voice” a 97 anni ha spento per sempre il suo microfono, dal quale tutti gli appassionati di F1 hanno tratto notizie, aneddoti, racconti, emozioni, risate, pianti… e dal quale tutti coloro che ne hanno seguito le orme ora si inchinano deferenti.

Rest in speed.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)