F1 | 2021: brand nuovi e livree “icona”

Le nuove monoposto appena presentate, dopo molti anni, svelano livree “iconiche e classiche”. E’ una F1 che si  va a rinnovare ricordando la sua storia, un gran suggerimento a Stefano Domenicali.

Che la F1 sia alla vigilia di una rivoluzione regolamentare lo sappiamo e lo abbiamo scritte mille volte. Le nuove monoposto sono evoluzioni delle vetture 2020 che dal prossimo anno, al fine di contenere i costi, saranno completamente diverse.

Da questo primo giro di presentazioni ufficiali, manca più solo la Ferrari tra le grandi, si notano subito due cose.

Sono spariti i marchi delle case a favore dei loro brand più sportivi. Si fa fatica a trovare la stella sulla nuova Mercedes ma  si notano subito invece i loghi AMG. Idem per Renault che ha persino cambiato il nome della scuderia diventando Alpine.

Questo perché, nel processo di riduzione dei costi ( budget cup) le case non vogliono più investire cifre mostruose e allo stesso tempo vogliono mostrare i muscoli promuovendo i loro brand supersportivi.

 

Con delle powerunit ibride, una bestemmia per chi è cresciuto a pane e motori, all’alba di una nuova transizione  che  ne cambierà -forse-anche il format, è la stessa F1 che ritrova almeno nelle livree un legame con ciò che l’ha resa leggenda. Una vera e propria ricerca di radici.

E’ un bisogno che si intuisce subito guardando i colori delle monoposto appena presentate. Una volta i colori delle case rappresentavano le nazioni. Rosso per  l’Italia, il blu per la Francia, in verde l’Inghilterra. Poi furono gli sponsor ad imporre i colori alle macchine. Oggi qualcosa è cambiato.

 

Da sotto l’Union Jack è spuntata una meravigliosa Aston Martin british green. Come non ripensare alle Vanwall, alle Cooper, alle prime Lotus. Jack Brabham, Stirling Moss, Jim Clark e oggi quell’iconico colore – ok non proprio lo stesso –a Vettel, un pilastro dell’era moderna. Bhè c’è da emozionarsi.

 

Lo stesso vale per il blu che caratterizzava la Francia; Ligier, Matra, Prost GP. Jackie Stewart ( iridato 69 – Matra -), Jacques Lafitte, Olivier Panis hanno guidato  les Blues. Oggi è Alpine che riporta in griglia questo colore iconico per l’automobilismo francese. Oltre alla mossa di marketing, voluta da Luca De Meo, c’è anche la ricerca di forte identità sportiva

Che dire poi di McLaren. Da un paio di stagioni è tornata arancione come la volle il suo Fondatore Bruce McLaren. Un caso? No.

Della Ferrari è inutile dire, è la rossa per eccellenza. Prima di lei lo era stata l’Alfa Romeo, oggi bianco-rossa per ovvi motivi, mostra un dettaglio che fa battere più forte il suo cuore sportivo.

Oltre al quadrifoglio verde, vessillo indiscutibile di ogni Alfa Romeo che corre da Sivocci in poi,  è spuntato sull’airscoop il logo Autodelta. Un richiamo fortissimo al proprio passato.  Talmente forte da far venire il dubbio che alla fine non sia poi così una macchina svizzera come in realtà è.  E di Alpha Tauri ne parliamo? sotto al blu dello sponsor mostra il bianco di Honda Racing. Quello delle F1 Richie Ginther e John Surtees.

Sembra solo una curiosità ma in realtà forse è un grido. Stefano Domenicali avrà modo di riflettere. Rinnovare ma non snaturare, le livree sono orgogliosamente riconoscibili come non accadeva da decenni. E’ un segnale.


Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna

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