Donnini: “Le pay-tv hanno rovinato vari sport e la F1!”

Con Mario Donnini, una attenta analisi sui macro-problemi che allontanano il pubblico dalla F1 dei nostri giorni. Tra questi le pay-tv. Ecco perchè.

 

di Francesco Svelto |

 

 

La F1 non se la passa bene in termini di audience in giro per il mondo. Ecco perchéil boarding ha deciso una serie di proposte per “diversificare” (usiamo questa forma gentile) un format già consolidato al fine di produrre maggiore spettacolo.

Ma i mali attuali del circus e la falla mai chiusa di pubblico appassionato, passano anche per i contenuti che la moltitudine di persone riescono (anzi, non riescono) a vedere in TV. In molte situazioni sono tanti, troppi, i soldi richiesti per un abbonamento che permetta di seguire il mondo dei motori e gli altri sport. E sull’argomento ha tuonato Mario Donnini che si è espresso cosi:

“Sai cosa si dovrebbe fare veramente? Devono rimettere la F1 gratis in chiaro nelle case della gente. Punto. Se vogliono piacere a tutti e tornare nelle famiglie normali, cosi come in quelle che non hanno troppi soldi da spendere, invece che tentare tante cose strane devono evitare di fare 18 ore di trasmissione al giorno, magari ne fanno solo due ma intanto arrivano in tutte le case col segnale in chiaro.

Ma non lo fanno perché sono talmente avidi di soldi che fino a che non hanno munto la mucca fino alla fine continueranno a fare questa cosa orrenda delle tv a pagamento che ha già rovinato sport come il tennis, il pugilato e in parte anche il motociclismo ai tempi di Tele+. E hanno rovinato anche la F1. Se hanno coraggio, smettessero con la TV a pagamento!”

Ma Pay-TV a parte, che esclude una parte di pubblico dallo spettacolo della F1, un’altra parte – bella grande – scappa via a causa dell’evoluzione che ha intrapreso (già da qualche tempo) il circus e che si allontana sempre di più dalle proprie origini, da quella golden-age che ne ha caratterizzato la storia e che ha appassionato intere generazioni a livello globale.

Anche in questi mesi si sono stabilite diverse nuove regole sia tecniche che sportive. E tra queste ultime c’è la proposta – non ancora ufficiale ma che dovrebbe diventarlo a breve – di disputare dei Mini-GP al sabato della durata di 100km per stabilire la griglia della domenica, nell’evento più importante del weekend (ovvero la gara stessa).

Ma Donnini si dice:

“… ferocemente contrario, una cosa orrenda e che stravolge la ritualità dell F1. Si chiama Gran Premio non a caso, perché è una cosa unica, grande, enorme, monolitica. Se noi non campiamo questo e facciamo il “gran-premietto”, è un controsenso. E’ come se ci fosse l’incontro di pugilato alla domenica e tu al sabato ti fai una rissetta con due schiaffoni… Io capisco la F2, che ha i suoi motivi… ma la F1 non è la superbike. Nel motomondiale sono più intelligenti: negli ultimi 10 anni hanno evitato due cose orrende: l’ibrido e le doppie gare. Basta lasciare le cose come stanno per tenerle belle!”

 

Difficile dargli torto.

 

 

Francesco Svelto


Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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