F1 | Power unit, la battaglia politica che disegnerà il futuro

Risvegliati dal “torpore” di gennaio, a breve la F1 inizierà la sua attività almeno sul fronte dei tavoli decisionali che disegneranno il futuro della categoria. Tra qualche giorno è atteso l’importante verdetto sul congelamento delle power unit. 

 

di Francesco Svelto |

 

Il mese di gennaio è passato e con il primo foglio di calendario che è stato definitivamente strappato via, anche la F1 si avvia lentamente verso una ripresa delle attività.

A dire il vero è impossibile tenere ferma una macchina come la F1, questo lo si sa. E se a stretto giro non vedremo ancora alcuna macchina in pista – per questo dovremo aspettare ancora un mese e mezzo per l’inizio dei test, brevissimi del Bahrain – è pur vero che a febbraio qualcosa di grosso, molto grosso, si muoverà.

Oltre alle prime immagini delle nuove (vecchie!) monoposto di F1 – a proposito, speriamo di non vedere i soliti rendering o surrogati virtuali, ai tavoli decisionali più importanti sta per andare in scena la battaglia forse più feroce e decisiva degli ultimi anni.

Una lotta tra poteri forti, politica, interessi economici, interessi ambientali è quella che vedrà contrapposte Red Bull – principalmente loro – a molti altri avversari, Ferrari in primis. Il campo di battaglia sarà lo scenario di un eventuale congelamento dei motori fino al 2025. In pratica le power unit, la loro architettura e i loro progetti potrebbero/dovrebbero restare gli stessi attuali per i prossimi anni.

Le implicazioni sono di facile individuazione. Red Bull spinge per il congelamento perché a fine 2021 si troverà senza un fornitore di motori. Al momento è cosi anche se c’è la variabile dell’accordo con Oreca di cui abbiamo parlato qualche giorno fa.

E’ ovvio che con un congelamento dei motori, RB potrebbe acquisire il know-how Honda e vivere “di rendita” fino alla scadenza. E nel frattempo provvedere per il futuro, ma con tutta calma.

Anche Mercedes potrebbe voler favorire una soluzione del genere, dal punto di vista sportivo loro sono il “battistrada” in termini di performance e tecnologia. Perché non accettare quindi una soluzione che li continuerebbe a vedere come favoriti – almeno sul fronte motori – per qualche anno ancora? Diverso il discorso se pensiamo agli sviluppi che le power unit potrebbero portare nell’automotive del mondo Daimler.

Leclerc Abu Dhabi F1E poi c’è Ferrari. Ferrari che non ha (o non dovrebbe) avere alcun interesse nell’accettare questo compromesso, dato lo status inaccettabile delle performance della propria unità nel 2020 che in parte – si spera – dovrebbero esser state recuperate quest’anno, anche se non si sa in che termini e quantità. Anche se qualche dubbio sulla posizione Ferrari può venire, data l’apertura parziale che sembrava esserci stata qualche mese fa in merito a questa soluzione.

Il perché Maranello potrebbe accettare una tale opzione resta incomprensibile se pensiamo solo al lato sportivo. Ma se ci caliamo negli intricati ambiti politici, questa visione potrebbe cambiare… La Ferrari del resto ha già barattato, una decade fa, il suo altissimo valore in pista per tenere uno status di team favorito ai tavoli decisionali. Chissà che un qualcosa di simile non si potrebbe ripetere anche questa volta.

Resterà una battaglia politica fondamentale quella che sta nascere di qui a qualche giorno (doveva avvenire già a gennaio ma è stata rimandata), sarà scritto il futuro a medio termine della F1.

 

Francesco Svelto


Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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