F1 | Una Ferrari in continua evoluzione

F1 – Nonostante, la scarse prestazioni della SF1000, la scuderia di Maranello nell’ultimo gran premio in programma ad Abu Dhabi, ha portato importanti novità sul fronte aerodinamico, riguardante l’impiego di una strumentazione finalizzata allo studio delle pressioni dei filetti fluidi, in uscita dalle ruote posteriori.

Nel gran premio del Portogallo, la Ferrari aveva portato un fondo in ottica 2021, caratterizzato davanti alle ruote posteriori, da un semplice ricciolo rivolto verso l’alto. Durante l’ultimo gran premio della stagione 2020 disputatosi ad Abu Dhabi, il team di Maranello ha portato, un fondo ancora più evoluto, caratterizzato invece da quattro soffiature disposte diagonalmente ,terminando con un profilo triangolare, posto vicino al spigolo posteriore, a forma di L rovesciata. La loro funzione è quella di eliminare le turbolenze prodotte dal Tyre Squirt, in maniera da favorire un minimo di sigillo pneumatico, migliorando di fatto l’efficienza aerodinamica. Tallone d’Achille della Ferrari nell’ultimi anni.

Ad Abu Dhabi la novità che ha attirato l’attenzione dei media e degli ingegneri delle varie squadre, è stata la strumentazione di indagine aerodinamica a forma di farfalla ovvero un “rastrello tridimensionale”,portato dalla Ferrari. Finalizzato a rilevare la pressione dei filetti fluidi. Infatti a differenza dei comuni “rastrelli” non sono seguono l’andamento dei filetti fluidi, rappresentano solamente una semplice riproduzione della galleria del vento in pista.

foto f1i.com

La struttura a forma di farfalla è un risultato, proveniente dai calcoli al CFD del flusso d’aria, nella parte posteriore della monoposto. Osservando l’andamento dei fluidi è stato possibile per i tecnici di Maranello, realizzare la complessa struttura a farfalla. In questo modo si ottiene un posizionamento più meticoloso delle sonde di pressione. La loro disposizione non è orientata verso la parte anteriore secondo l’asse longitudinale, ma verranno posizionate su più assi.
Pertanto la raccolta dei dati, permette di costruire una mappa tridimensionale delle pressioni dei flussi, in uscita dalle ruote posteriori.

In poche parole, i dati provenienti dal CFD, saranno rafforzati, con le mappe tridimensionali ricavate. In questo modo la simulazione al computer sarà più precisa e renderà più comprensibile l’analisi dei dati. Grazie a questa importante evoluzione, riguardante l’indagine aerodinamica; i tecnici potranno realizzare, paratie dell’ala posteriore, profili del diffusore e sezioni, molto più accurate e precise.Infatti i prototipi delle varie componenti, che verranno testate successivamente in galleria del vento saranno ulteriormente raffinati. Concludendo questa strumentazione portata dalla Ferrari, rappresenta una svolta importante, nel campo della ricerca e sviluppo aerodinamico.