F1 | Quando il rosso è diventato “Azzurro” !

Al termine del Gran Premio di Abu Dhabi, abbiamo assistito ad una rivelazione: Sebastian Vettel ci ha fatto capire quel’è il suo animo, la sua personalità. E forse ha chiarito qual’è il suo “punto debole”, in un ambiente in cui, come scrissi in un precedente articolo su queste stesso sito, emergono i “ bastardi”.

A sorpresa durante il giro di rientro, a gara finita, Vettel ha canticchiato ( intonazione a parte ) sulle note di “Azzurro”, la nota canzone di Paolo Conte e portata al successo da Adriano Celentano, un testo che aveva evidentemente preparato e che ha ricordato perfettamente a memoria per salutare gli appassionati, il team, i meccanici e perfino la città di Maranello. Evidentemente veniva dal cuore.

Una prova di una generosità difficilmente immaginabile in un pilota che si gioca spesso la vita in gara (caso Grosjean insegna) nella lotta a coltello con gli avversari.

In realtà avevo avuto un messaggio a suo tempo, proprio quando arrivò in Ferrari, della sua delicatezza. Avevo saputo che fin dalle prove effettuate a Barcellona, in quell’ormai lontano 2015, era arrivato con le fotografie che aveva fatto con tutti i meccanici, ad uno a uno, e glie le consegnava personalmente. Infatti con i meccanici  ha sempre avuto un buon rapporto, quasi amichevole.

Con questa nuova chiave di lettura forse si spiega il suo graduale decadimento, dopo alcuni errori storici, quando si è ritrovato con un mezzo che non gli consentiva più di ottenere risultati confacenti alle sue qualità. E noi l’abbiamo definita debolezza psicologica.

Insomma, Sebastian ha fatto grossi sbagli, ha rivelato spesso una mancanza di combattività ma alla fine non aveva tutti i torti: la classifica di Abu Dhabi lo dimostra.


Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963

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