F1 | Marmorini: “Non è la tecnologia che danneggia lo spettacolo”

Luca Marmorini, ospite a PitTalk in occasione della puntata numero 248, ci ha parlato del suo punto di vista riguardo alla presenza dell’elettrico in F1. Sarà il caso di fare un passo indietro? L’ex ingegnere della Ferrari non è di questa opinione. “Alle nuove generazioni importa poco della F1” un dato piuttosto allarmante per il futuro di questo sport.

Spesso ci si interroga su quale sarà il futuro della F1 che sembra andare sempre di più verso l’emissione zero. Un’opzione forse poco gradita per chi è cresciuto con questo sport alla vecchia maniera, se così vogliamo definirlo. Oggi infatti, nell’era turbo-ibrida, sono sempre di meno gli appassionati. Sono in molti a considerare “noiosa” e poco coinvolgente la F1.

Sulla questione è intervenuto Luca Marmorini ai microfoni di PitTalk durante la puntata numero 248. L’ex ingegnere della Ferrari ci ha inoltre detto la sua riguardo all’incidente che ha visto coinvolto Romain Grosjean nel Gran Premio del Bahrain. Un episodio spiacevole e che ha scioccato il mondo del motorsport, ma fortunatamente la vicenda ha avuto un lieto fine. Sull’innesco dell’incendio ci si sono posti diversi interrogativi: si è pensato anche alla batteria come possibile causa.

Se fosse stata la batteria non l’avrebbero spenta. La batteria non c’entra niente: è stata una fuoriuscita di benzina che ha preso fuoco. Secondo me, la F1 non deve fare un passo indietro (sull’elettrico, n.d.r.). Capisco che è un bilancio difficile perché si vuole uno spettacolo sportivo che la F1 tecnologica spesso non dà, però direi che non è la tecnologia che danneggia lo spettacolo. I team vincenti ci sono stati per anni: quando un team trova i meccanismi interni, tecnici e umani riesce a vincere per diversi anni. Le classi regine come la F1 e la LMP1 (Hypercar a Le Mans) devono avere un contenuto tecnologico rilevante per lo sviluppo della mobilità. Tutte le altre classi devono avere delle gare che premiano il pilota e basta. Io ho sempre visto la F1 e la classe regina di Le Mans come le due classi in cui il contenuto tecnologico è importante. Il regolamento del 2014 che è stato criticato da tutti ha comunque dimostrato che la F1 può giocare il suo ruolo nell’accelerare lo sviluppo di certe componenti che poi hanno preso posto nell’industria di serie. Quindi perché non utilizzare ancora la F1 per questo? Spero che la F1 porti avanti l’elettrificazione, non solo quella ovviamente perché c’è già la Formula E. Sostengo quindi che la strada giusta sia questa.

E cosa c’è da dire riguardo all’audience che gira attorno a questo sport? Sicuramente sono molti di meno i giovani che continuano a seguire il motorsport a ruote scoperte. Spesso e volentieri lo definiscono noioso.

Fare un passo indietro su una classe solo aspirata stile “vecchia maniera” magari fa contente le persone che conoscono la F1 di qualche anno fa, ma non fa contente le nuove generazioni. Alle nuove generazioni importa poco della F1, quindi il suo futuro è in mano al loro interesse. Se fra dieci anni ragazzi giovani non saranno interessati alla F1, dobbiamo assolutamente andare verso un compromesso e quindi secondo me un po’ di elettrificazione oggigiorno non può mancare. Forse le persone vedono mancanza di spettacolo, per cui non c’entrano niente questi motori, e avrebbero dovuto essere informate meglio per quante cose interessanti c’erano dietro (questo tipo di motore, n.d.r.). Secondo me è mancato anche un po’ di sano marketing. Liberty Media su questo credo che ci voglia lavorare: il loro progetto di portare benzine rinnovabili in futuro è bellissimo. Vorranno usare dei combustibili che avranno impatto nullo a livello di anidride carbonica. Diamo questi target alla F1 e in questo modo magari si recupererà anche una parte dell’audience che stiamo perdendo per i giovani meno interessati alle corse.

Quali saranno le mosse di Liberty Media per cercare di attirare il pubblico più giovane? Un problema non da poco di cui dovrà occuparsi quanto prima possibile la nuova gestione di Stefano Domenicali. La visibilità e il destino della F1 è in mano a questi ragazzi che sembrano essere sempre meno interessati. Un dato piuttosto allarmante.


Maria Iuliano

Classe 1996, capelli rossi come la Rossa, poliglotta e amante della Formula 1. Cresciuta con il mito di Schumacher, cerco di trasmettere la mia passione con le parole. "Ho sempre creduto che non ci si debba mai, mai arrendere, e continuare a lottare anche quando c'è una piccola, piccolissima chance". - Michael Schumacher

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