F1 e Giappone: grandi le case, meno i piloti

Il Giappone è una terra con una grande tradizione motoristica sportiva. In F1 Toyota ma soprattutto Honda hanno scritto importanti pagine di storia, vittorie e partnership con grandi team (soprattutto Honda) ma poche soddisfazioni in termini di piloti. Tsunoda in Alpha Tauri è l’ultimo arrivato, chi prima di lui?

Honda e Toyota sono due colossi mondiali che si sono misurati anche in F1. Mai l’uno contro l’altro in epoche diverse hanno provato ha raggiungere la leadership nel mondiale di F1. Toyota nonostante budget pressoché illimitati non è mai riuscita a vincere nonostante 3 pole e 13 podi dal 2002 al 2009.

 

Honda invece dal primo successo di Città del Messico  con Ginther all’ultimo di Abu Dhabi  con Max Verstappen è riuscita come motorista a scrivere importantissime pagine della storia della F1. Su tutte la mitica stagione del dominio McLaren-Honda con Senna e Prost nel 1988, un’impresa rimasta unica sino all’attuale dominio Mercedes.

Meno fortuna invece l’hanno avuta i piloti. Ai più molti nomi suonano come sconosciuti. Benché  la tradizione motoristica in Giappone sia fortissima raramente un pilota giapponese ha avuto successo in F1. Chi sono stati i piloti del sol levante più attivi in F1? Chi ricorda questi nomi? Vediamo i più significativi in ordine di importanza, ovvero GP disputati. Yuki Tsunoda sarà dal 2021 in Alpha Tauri -Honda ma chi sono stati prima di lui i piloti nipponici in F?

Takuma Sato – Senza dubbio è il più famoso pilota giapponese, quello il cui nome è conosciuto anche tra le generazioni più giovani. Per lui 92 GP divisi tra Jordan, BAR e Super Aguri. Non è mai riuscito a vincere una gara ma è il secondo pilota del sol levante ad aver centrato un podio iridato al GP degli USA nel 2004. In tutta la sua carriera Honda ha avuto un ruolo fondamentale . Sato è stato per tanti anni il pilota di punta di Honda. Tutte le sue monoposto erano motorizzate Honda. Il suo approdo alla Jordan Mugen Honda nel 2002 fu spinto tantissimo dalla casa di Tokio che lo impose a Eddie Jordan al posto di Jean Alesì. Vince per due volte la 500 miglia di Indianapolis.

 

 

Ugo Katayama – In F1 dal 1992 al 1997 ha corso 97 GP tra Larousse, Tyrrel e Minardi. Non ebbe mai la fortuna di guidare monoposto di buon livello ma garantì al Giappone una presenza fissa e costante in 6 edizioni del mondiale. Qualcuno si ricorderà del suo volo al via del GP del Portogallo nel 1995. Fortunatamente per lui non ci furono conseguenze.

 

Aguri Suzuki – Icona del motorsport giapponese, 88 GP all’attivo tra Larousse, Footwork, Jordan e Ligier. Fu lui nel 1988 il primo giapponese ad ottenere un podio in F1. Successe a Suzuka. In F1 fondò poi la Super Aguri nel 2006, attiva sino al 2008. Con l’aiuto delle tecnologie di Honda era considerata un vero e proprio junior team. In quegli anni però la Honda era indirizzata a venire via dalla F1 e la cosa non proseguì. La struttura Honda ufficiale nel 2009 venne venduta per una sterlina a Ross Brown. Il resto è un’altra storia che portò Jenson Button da un ritiro certo al titolo iridato. Ecco perchè ho scelto l’immagine principale che vedete!

 

Kamui KobayashiKobayashi deve il suo ingresso in F1 a Toyota nel 2009. La sua carriera dall’anno successivo proseguirà per 3 stagioni con la Sauber. Nel 2014 Kobayashi raggiunse l’apice della sua carriera diventando pilota Ferrari. Corse per Maranello nel WEC in categoria LMGTEpro. Fu il primo piota asiatico a correre ufficialmente per Ferrari, torno in F1 l’anno successivo il 2014 con la disastrosa Catheram. Per lui 76 GP, miglior piazzamento del mondiale 12° nelle stagioni 2010, 2011, 2012.

 

Kazuki Nakajima – In F1 dal 2007 al 2009 sempre con Williams ha corso 36 GP. Per lui il miglior piazzamento nel mondiale fu il 15° posto della stagione 2008. Nessuna soddisfazione in F1 ma nel 2018 vince la 24 ore di Le Mans con Alonso e Buemi a bordo  della Toyota.

Nakano e Takagi – Non è una formazione musicale, si tratta di due piloti che alla fine degli anni 90 corsero rispettivamente una trentina di GP. Takagi con Tyrrel e Arrows, Nakano con Prost GP e Minardi.

Sakon Yamamoto – Ci stiamo spingendo a nomi ai più sconosciuti. Eppure non è passato poi tanto tempo da quando Yamamoto guidava in F121 GP e mai una stagione completa. Le sue presenze sono spalmate tra Super Aguri, Spyker e HRT.

Yuji Ide – Caso più unico che raro. Siamo a Imola, stagione 2006. Ide guida la Super Aguri e causa il cappottamento di un’altra monoposto. Le sue prestazioni sono pessime, troppo lento. Dopo quell’incidente gli viene revocata la super-licenza. Per lui solo 2 GP in F1.

Questi sono solo alcuni dei piloti nipponici che hanno corso in F1. Ce ne sono altri, tanti altri che magari hanno collezionato solo qualche presenza stagionale. Curioso il fatto che nonostante tanta passione e due case enormi  alle spalle nessun giapponese abbia mai vinto in F1.

A farlo per Honda, intesa come costruttore e non solo fornitore, ci sono riusciti soltanto in due. Richie Ginther nel 1965 e Jenson Button nel 2006.


Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna