F1 | “Il team-principal è il capitano della nave e la missione si fa in pista!”

L’ingegnere italiano Rodi Basso ha espresso la sua opinione in merito all’assenza del team-principal della Ferrari, Mattia Binotto, in Turchia per l’imminente appuntamento di F1. “Anche per il team è importante avere la presenza e la guida”, ha affermato ai nostri microfoni durante la puntata 244. E sul ricambio in casa Ferrari: “Sono d’accordo sul fatto che servano nuovi innesti”.

 

| a cura di Maria Iuliano

 

L’assenza del team-principal della Rossa, Mattia Binotto, al Gran Premio di Turchia che avrà luogo a Istanbul questo weekend è stata la notizia della settimana. Un colpo di scena che ha destato non poco scalpore tra appassionati, i quali si sono posti molti interrogativi sulla questione.

C’è chi tira in ballo l’ipotesi di un possibile addio a fine stagione (e che quindi a Maranello si stiano già facendo le prove per il post-Binotto), chi pensa, invece, che la sua assenza sia legata a delle motivazioni del tutto personali. A tal proposito, è intervenuto l’ingegnere Rodi Basso ai microfoni di PitTalk per dire la propria sulla strana vicenda creatasi in casa Ferrari e che ha visto coinvolto proprio il team-principal di F1:

L’assenza di Binotto in Turchia è un evento straordinario. Il team-principal è il capitano della nave e la missione si fa in pista. Anche per il team è importante avere la presenza e la guida. Allo stesso tempo un team di F1 è anche il lato pista-progetto e quindi, visti i risultati, vuole mostrare la stessa leadership e peso a casa, in azienda. Io voglio pensare che sia in un momento particolare dello sviluppo, in particolare del motore. Per quello hanno bisogno di una discontinuità in positivo e magari in questi giorni c’è qualche test… Da team-principal e col budget Ferrari avrei preso un volo per andare in Turchia. Ma sono sicuro che Mattia avrà avuto le sue buone ragioni. Laurent Mekies è la prima volta che ha questo carico sulle spalle, spero che le cose vadano bene…

 

E ricollegandosi a Maranello, l’ex ingegnere di Ferrari e McLaren parla del suo pensiero riguardo a una possibile “rivoluzione internazionale” per quanto riguarda gli addetti ai lavori vestiti di rosso:

Sul rimpasto con personale non italiano? Non sono d’accordo sul “fuori Italia” perché là fuori cercano gli italiani, ma sono d’accordo sul fatto che servano nuovi innesti. Le persone in Ferrari sono validissime, molti di loro erano lì 20 anni fa. E’ una questione dei primi livelli della gerarchia, è lì che darei supporto. Forse ci vuole qualche nome forte per poter dare qualche iniezione di fiducia e mentalità fresca. A questi livelli la paura di sbagliare è tanta, il cambiamento è necessario!

Un cambiamento: è ciò di cui si ha realmente bisogno. Non solo in casa Ferrari, ma proprio all’interno della stessa F1. Una ventata di aria fresca che però attualmente sembra non arrivare.


Maria Iuliano

Classe 1996, capelli rossi come la Rossa, poliglotta e amante della Formula 1. Cresciuta con il mito di Schumacher, cerco di trasmettere la mia passione con le parole. "Ho sempre creduto che non ci si debba mai, mai arrendere, e continuare a lottare anche quando c'è una piccola, piccolissima chance". - Michael Schumacher