F1 | Allievi: “Ferrari doveva minacciare l’abbandono ma forse Elkann era distratto!”

Intervenuto alla puntata n. 239 di PitTalk, Pino Allievi, ha rilanciato un argomento di discussione che spesso viene “dimenticato” da testate giornalistiche e trasmissioni sulla F1. Secondo Allievi, la Ferrari nell’ambito della polemica sull’ accordo segreto con la FIA avrebbe dovuto mantenere una maggiore fermezza arrivando addirittura a minacciare il ritiro. Ma Elkann dov’era ?

La puntata 239 di PitTalk, ha visto di nuovo tra i suoi ospiti la partecipazione di Pino Allievi, una delle voci più autorevoli del giornalismo sportivo nella stampa italiana.

Allievi parlato degli argomenti che hanno tenuto banco in questa settimana, soffermandosi anche sui problemi che affliggono la Ferrari in F1.

“Alla Ferrari manca il vertice tutto qua. Manca un Enzo Ferrari, manca un Marchionne, un Montezemolo. Manca gente che lunedì mattina istituisce una riunione e chiama tutti alle proprie responsabilità. Oggi chi può farlo? Elkann non c’è, non esiste, è trasparente! Camilleri non è in Ferrari per gestire il reparto corse. È l’uomo garante della Ferrari per le borse, un uomo di finanza sofisticatissimo, bravissimo che ha portato risultati eccezionali. Ma non è uno che possa stabilire se sia migliore questo motore l’altro o l’aerodinamica.

Alla fine alla fine Binotto si è trovato scoperto. La Ferrari l‘anno scorso aveva il miglior motore della F1, non è stata mai trovata irregolare ed è comunque riuscita a farsi sottrarre la sua arma migliore. Alla Mercedes dà fastidio che gli italiani possano aver fatto un motore migliore e ha trovato delle scappatoie regolamentari per frenarli. Ci fosse stato Montezemolo, ci fosse stato Ferrari, avrebbero minacciato di lasciare la F1.

Oggi la Ferrari avrebbe continuato con quel motore. Tutta la crisi parte da lì; la macchina di quest’anno è nata per un altro motore e quindi è completamente sbilanciata. È chiaro che il progetto è totalmente sbagliato.

È un progetto che avrebbe avuto dei difetti anche con quel motore ma non evidenziati in modo così clamoroso. Oggi la Ferrari sarebbe stata una macchina vincente ci fosse stato un Elkann che avesse detto: “ci ritiriamo fate quello che volete. Non avete mai trovato il motore irregolare, bene noi continuiamo con quello se non vi sta bene ci ritiriamo dalla scena”.

Ma Elkann dov’era? Cosa faceva? Non lo so. Forse è stato male informato o era distratto dalla fusione sacrosanta del gruppo FCA con la PSA francese, però qualcosa andava fatto. Visto che ha l’incarico di presidente e proprietario della Ferrari doveva agire in un altro modo!”

Mattia Binotto e John Elkann

Quella di Allievi è l’ennesima voce di un coro sempre più nutrito che evidenzia una situazione inaccettabile di inadeguatezza e disinteresse da parte di John Elkann alle vicende Ferrari. Una situazione per la quale si fatica sempre di più nel trovare il giusto commento.

La crisi Ferrari, andrebbe risolta con un diverso approccio della dirigenza alle corse, ma anche con una sostanziale riorganizzazione del muretto box. Un ambiente che negli ultimi gran premi ha dato il reale valore della confusione che regna a Maranello.

Beatrice Frangione ha sottolineato in questo senso la frustrazione di Charles Leclerc di fronte agli errori del team durante le qualifiche dello scorso GP di Russia a Sochi, sollecitando la risposta di Allievi sull’argomento.

“Leclerc frustrato? Se i problemi fossero questi sorrideremmo tutti. Ma questi errori li fanno tutti, errori ingiustificabili ovviamente ma commessi da tutti. Anche Mercedes quest’anno ne ha fatti molti. Uno su tutti quello della mancata segnalazione della chiusura della corsia box su Hamilton a Monza. Comunque è chiaro che per la Ferrari tra le cose da rivedere c’è anche il muretto box, dove c’è gente che andrebbe destinata ad altri incarichi. Devono prendere gente che venga dal di fuori, qualcuno che dalla Mercedes ti porti qualche segreto, idem con Red Bull per il fronte aerodinamico. Devono farlo subito perché la prossima stagione è già alle porte.”

L’intervento di Allievi anche in questo caso è totalmente condivisibile. La diversa gestione del box sarebbe un “toccasana” per le aspirazioni dei piloti, che spesso vengono sottovalutati e vedono ignorate alcune loro richieste fondamentali in pista.

In tutto questo, resta l’amara consapevolezza di non poter vedere una soluzione a breve termine dei problemi, che anche per l’anno prossimo affliggeranno le vetture del Cavallino.

Senza neanche la concreta certezza di poter sperare in una reazione che se tarderà ad arrivare, farà male a tutta la F1 oltre che alla Ferrari.