F1 | Zermiani: “La politica ha imbrigliato la Ferrari!”

Dopo la disfatta del GP di Monza e quella del GP di Toscana, la situazione della Scuderia più famosa del mondo appare chiara: il 2020 ed il 2021 sono tra gli anni più neri. Ezio Zermiani  voce storica delle telecronache, intervenuto a PitTalk n.236, parla della Ferrari e descrive il 2022 come un foglio bianco. Sarà veramente così?

Ezio Zermiani voce storica Rai dei gran premi di un’altra F1, quella degli anni ’70 ed ’80, ha partecipato come ospite graditissimo alla puntata n. 236 di PitTalk.

L’intervista al noto telecronista, ha inevitabilmente “virato” verso i temi caldi degli ultimi due GP italiani ed in particolare sulle prestazioni disastrose di una Ferrari confusa e senza una guida (qui i ns. approfondimenti: https://www.f1sport.it/2020/09/f1-monza-per-la-ferrari-al-peggio-non-ce-mai-fine/ e https://www.f1sport.it/2020/09/f1-mugello-ferrari-magra-figura-nel-giorno-dei-1000-gp/ ).

Secondo Zermiani in passato  le reazioni all’ interno della dirigenza Ferrari avrebbero preso decisamente ben altra piega, rispetto a quella particolarmente rinunciataria assunta da Binotto & co.

“Ai tempi di Enzo Ferrari, si, le mura avrebbero tremato.” ha dichiarato ai microfoni di Antonio Granato “Ma i cicli sono un classico di questo sport.

Ci dimentichiamo che dall’ultimo mondiale di Scheckter, fino all’ arrivo del grande Schumy, passarono 21 anni. In questi anni, con estrema pazienza, tutti hanno sofferto ma hanno tenuto la rabbia dentro. Ci hanno creduto e hanno avuto ragione perché poi è arrivata la più bella parentesi della storia della Ferrari, quella dell’epoca Schumacher.

Noi tutti siamo abituati ad avere tutto e subito, soprattutto negli ultimi tempi, ma non funziona cosi. La F1 è fatta di piccoli passi tecnologici dove ci sono molte forze in campo e si può sbagliare.

Abbiamo delle difficoltà ma ci sono dei perché. Il potere politico, quello che governa la F1, a un certo punto è riuscito ad imbrigliare il Cavallino.

Quindi oltre ai piloti che sono degli utili accessori come diceva Ferrari, effettivamente ti rendi conto che manca la testa. L’ultimo grande dirigente è stato Marchionne.

Ci fossero stati questi grandi personaggi Montezemolo, Todt e lo stesso Marchionne, questi errori non sarebbero avvenuti.

Quando pensiamo a chi o cosa ha causato tutto, pensiamo a quando è entrata la Mercedes in F1 – imponendo le componenti ibride al regolamento su cui loro avevano grande background tecnico – mentre in Ferrari/Fiat si mettono solo adesso su questa tecnologia. È stato questo il vero colpo di grazia. Ma ce la faranno, non vi preoccupate. È inevitabile che la ruota giri. Bisogna aspettare fino a tutto il ’21. Il ’22 sarà un foglio bianco sul quale si disegna un nuovo progetto.

L’esperienza di chi ha vissuto una F1 diversa, apre quindi alla possibilità che il cambiamento epocale di una nuova F1 possa ridare una spinta diversa anche al team che più di tutti ha segnato la storia di questo sport.

Tutto questo può sicuramente essere vero ma solo al verificarsi di condizioni ben precise.

Condizioni che attualmente non sembrano essere presenti all’ interno di un ambiente nebuloso, in cui il silenzio assordante di un presidente quasi invisibile e di un team principal inesistente forniscono pochissime certezze a piloti ed ingegneri.

Mancano lo spirito sportivo e la voglia di vincere. Una voglia che insieme al Cavallino Rampante è stata da sempre il simbolo della Ferrari e che rappresenta una delle condizioni di cui sopra.

Manca il senso di appartenenza (altra condizione indispensabile) che, al di là del vuoto hashtag #essereferrari, embra aver lasciato Maranello in favore di lotte intestine che hanno diviso e dividono le “compagini ingegneristiche” all’ interno della GES.

Manca quella forza politica di cui parlava Ezio Zermiani, in grado di imporre o rifiutare scelte determinanti per il futuro di una squadra che ha sempre partecipato a tutti i campionati dal 1950 ad oggi.

Questo e tanto altro sta svuotando di contenuti il team che ha sempre rappresentato il punto di riferimento di una F1 anch’essa sempre più vuota del suo contenuto sportivo.

Quel foglio bianco sul quale costruire il nuovo progetto, che Zermiani ha citato nella sua intervista, è diventato oramai una necessità imprescindibile per la Ferrari.

Speriamo solo che quando arriverà sul tavolo, sia presente qualcuno che sappia disegnare nel modo giusto le geometrie della “Nazionale Rossa”. E quel qualcuno va cercato già adesso…


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