F1 | Mugello, lodi ad una pista fantastica ma “stretta”

Il circuito del Mugello ha avuto un plebiscito di consensi: dai piloti al boarding della F1 fino ad arrivare alla maggioranza degli spettatori. Ma la gara di ieri è stata costellata di incidenti e caratterizzata da ben tre standing start. Il tutto dovuto a delle caratteristiche ben precise del circuito e delle monoposto.

di Francesco Svelto |

Il 2020 nella sua tragica sequenza di eventi che ha riguardato fatti extra-pista (ma che hanno avuto impatti devastanti anche per il mondo del motorsport) ci ha portato comunque ad un calendario di F1 totalmente rivisitato, stravolto rispetto a quello che doveva essere in principio.

Cause comunque non belle hanno obbligato il boarding della F1 a cercare nuove soluzioni, valide e pronte alternative a quelli che erano gli accordi con i vari paesi ospitanti e che – per forza di cose – non hanno potuto concretizzarsi.

Ecco quindi che l’Italia, forte della bellezza e della qualità dei suoi circuiti – nonché dell’omologazione FIA di grado 1 disponibile per diversi di essi – ha potuto giocare un ruolo fondamentale per la compilazione di questo calendario cosi complicato.

Ecco quindi come è potuto entrare nel calendario F1 il Mugello, di cui abbiamo visto una gara pazza ieri, cosi come anche Imola tra un mesetto e mezzo. E proprio relativamente alla gara toscana ieri, ci sono stati tanti episodi che l’hanno caratterizzata nella sua lunghezza. Episodi, a volte anche abbastanza seri, che hanno mostrato come una pista non convenzionale (dove per convenzionale intendiamo i layout usciti negli ultimi anni dalla mente e dalla penna di alcuni ingegneri) metta a dura prova sia i piloti che le monoposto.

 

https://twitter.com/MugelloCircuit/status/1305465259797417987?s=20

 

Numerosi incidenti hanno caratterizzato ieri la gara di F1 del Mugello. Ben tre le safety e car e addirittura ben tre le partenze da fermo (a proposito, scelta – questa – condivisa o no dai puristi ma ha reso lo spettacolo più “piccante”) a seguito di due bandiere rosse dovute a interventi di messa in sicurezza della pista dopo impatti violenti.

E’ stata una gara affascinante, comunque, dove per fortuna nessuno si è fatto male. Ma davvero c’è mancato poco. Non stiamo qui ad analizzare o giudicare se alla ripartenza dietro la safety-car, nei primi giri, Bottas si sia comportato eticamente bene oppure no (il finnico non è perseguibile a livello di regolamento per la manovra che ha causato vari elastici nel “gruppone” che lo seguiva e il conseguente incidente nelle retrovie in cui è stato coinvolto pesantemente anche Antonio Giovinazzi).

 

https://twitter.com/F1/status/1305137420728512512?s=20

 

Cosi come allo stesso tempo siamo qui a lodare la sicurezza e la robustezza del telaio delle monoposto a seguito dell’incidente di Lance Stroll alla curva Arrabbiata II, botto avvenuto a oltre 280 kmh e che ha visto per qualche momento il pilota sotto shock per poi alzarsi dalla sua vettura rosa come se niente fosse (e scusate se è poco!).

https://twitter.com/F1/status/1305159190097416192?s=20

 

Ad ogni modo, come ribadito prima, ci siamo trovati per la prima volta su un circuito non usuale al quale forse i piloti non erano abituati. Una serie di curve veloci in successione, alcune fatte in flat-out (“tenendo giù il piede” per gli old-style) a quasi 300 kmh che hanno provocato stress fuori dal comune per i piloti.

E sicuramente anche una caratteristica intrinseca del circuito ha favorito lo “spettacolo” di ieri: la carreggiata della pista non troppo larga. Ora, sia chiaro: il Mugello è una pista fantastica, lodata dai piloti, esaltata da chi ne ha goduto dalle tribune o dalla televisione. Però è una pista vecchio stampo, disegnata dalla sapiente mano della natura (e non, come scrivevamo poco sopra, dalle migliori menti ingegneristiche del pianeta) e quindi con dei “vincoli” particolari, tra cui le marcate differenze d’altezza e proprio quello della carreggiata.

Il che, con delle monoposto cosi larghe, gommoni cosi grandi (i più grandi della storia della F1) e ali altrettanto mastodontiche, ecco che l’incidente ha più possibilità che accada. Tutto qua.

E’ fuori discussione che il Mugello meriti un posto nel calendario di ogni stagione di F1, cosi come Imola (per motivi differenti). Ma c’è la seria possibilità che la gara che abbiamo visto ieri sia stata uno one-shot irripetibile, un’occasione storica (anche per la Ferrari, ma altri aspetti hanno rovinato la loro giornata) a cui rivolgeremo sempre la nostra memoria. Gli apprezzamenti però sono stati molteplici, a ripetizione. E tra questi anche uno dei membri del boarding della F1, Ross Brawn:

“La Toscana è un luogo bellissimo da visitare, ma mai avrei immaginato, nei miei anni trascorsi alla Ferrari, che un giorno la F1 vi avrebbe corso un evento ufficiale. Il Mugello è una pista favolosa, in una posizione mozzafiato, e non ha deluso le aspettative. Certo, siamo venuti qui solamente a causa della situazione globale, ma l’occasione è stata colta alla perfezione con la pista che ci ha regalato una gara ricca di episodi, in parte conseguenza della natura della stessa. Ci sono stati dei grandi sorpassi e il layout ad alta velocità ha reso la vita molto difficile ai piloti. La gara, inoltre, credo che sia stata ben gestita dalla FIA e dal direttore di gara Michael Masi. Le due bandiere rosse ci hanno fatto vivere una gara davvero emozionante. Sono sicuro che la FIA studierà le circostanze che hanno portato agli incidenti avvenuti in pieno rettilineo traendo le opportune conclusioni”.

Chissà che il plebiscito di consensi non aumenti le possibilità di rivedere il Mugello in F1 anche per i prossimi anni. Noi tutti lo speriamo.

Francesco Svelto


Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".