F1 | Mugello, a “bocce ferme” parla Ross Brawn

Si, passata la buriana della magra figura della Ferrari al Mugello, a bocce ferme è il momento di affrontare la  realtà. E chi offre una chiave di lettura della situazione è quel Ross Brawn che l’ambiente Ferrari lo conosce bene. Eccome!

Il suo giudizio è spietato. Non servono pannicelli vari, ammennicoli, limatine qua e la. No, dice Brawn, l’errore è nel progetto. E la realtà diventa drammatica, perché anche il prossimo 2021 la Ferrari dovrà correrlo con quella macchina figlia di quel progetto.

Tempo fa avevo raccontato di quella volta (1980) in cui dissi apertamente in TV che bisognava tagliare la macchina in due e farne un’altra, ed Enzo Ferrari apprezzò la mia sfrontatezza nell’emettere un tale giudizio. Il problema è quello del vincolo che blocca la realizzazione di un nuovo progetto per il 2021, tanto è vero che il Presidente John Elkan parla di 2022 per risorgere.

A meno che….. a meno che la FIA non trovi una formula per  consentire alla Casa di Maranello di intervenire drasticamente sulla macchina per consentire a tutto il carrozzone della Formula 1 di offrire una spettacolo dignitoso ed appassionante per il Campionato 2021.

In fondo ne guadagnerebbe tutta la Formula 1 a livello di spettacolarità, di presenze sulle piste del pubblico, di interesse televisivo e della stampa. Insomma sarebbe una bella iniezione per il business. E forse anche gli avversari, sotto sotto, sarebbero consenzienti.

Perché se la Ferrari va, tutta la Formula 1 va! Ma se la Ferrari fa cilecca, tutta la Formula 1 ne subisce le conseguenze negative, con una caduta di ascolti e quindi di pubblicità  e via dicendo secondo una catena a cascata che sostiene tutto il sistema.

Forse è utopia, ma se continua così si rischia il crollo. Anche del “Ferrarismo”, perché la tifoseria Ferrari, grande, stupenda, amorevole, radicata, fedele.

Ma fino a quando?


Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963