F1 | Hamilton e la t-shirt dedicata a Breonna Taylor, la FIA avvia l’indagine

La FIA ha deciso di avviare un’indagine nei confronti del #44 della Mercedes. Il britannico è salito sul podio al Mugello indossando una maglia con cui chiedeva giustizia per l’omicidio di Breonna Taylor. Sui social l’hashtag #IstandWithLewisHamilton è già in tendenza.

Il Gran Premio di F1 al Mugello si è concluso con la vittoria di Lewis Hamilton che non ha perso l’occasione di far sentire la propria voce sulla vicenda razzismo. Questa volta il sei volte campione del mondo è salito sul gradino più alto del podio indossando una t-shirt particolare con scritto “Arrestate i poliziotti che hanno ucciso Breonna Taylor”.

La donna a cui è dedicata, Breonna Taylor, è stata uccisa il 13 marzo scorso in uno scontro a fuoco nella sua casa di Louisville (Stati Uniti). La polizia in borghese aveva fatto irruzione nell’abitazione per un’indagine relativa al traffico di droga in cui era presumibilmente coinvolto il suo compagno, Kenneth Walker. Il ragazzo, presente in casa in quel momento, ha sparato contro i poliziotti pensando che fossero degli intrusi: in tutta risposta gli agenti hanno reagito all’attacco sparando alla cieca. Breonna è poi morta a causa delle ferite riportate da otto colpi di arma da fuoco.

Il caso è tornato poi al centro dell’attenzione mediatica in seguito alla morte di George Floyd. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha dato il via a una serie di numerose proteste negli Stati Uniti.

Lewis Hamilton continua così la sua battaglia contro le disparità dovute al colore della pelle. Il pilota inglese ha chiesto giustizia per la donna, che ha perso la vita in questo spiacevole episodio, dopo aver vinto la gara della scorsa domenica. In seguito ha spiegato di aver lasciato i ranghi dei piloti che tradizionalmente indossano la maglia “End-Racism”.

Mi ci è voluto molto tempo per ottenere la maglia. Volevo davvero indossarla e attirare l’attenzione sul fatto che le persone vengono uccise per strada o anche nelle loro stesse case e che gli assassini sono liberi. Ecco perché non ci fermiamo. Dobbiamo continuare ad attirare l’attenzione.

Lewis Hamilton, Stiria, Austria, 2020

A seguito di questo gesto, però, la FIA ha deciso di avviare un’indagine nei confronti del britannico, in quanto tutto ciò potrebbe violare lo statuto internazionale: la Federazione deve astenersi da attività di natura politica. L’articolo 10.6.2 del Codice Sportivo Internazionale recita:

I partecipanti che prendono parte a competizioni internazionali non possono mettere sui loro veicoli alcuna pubblicità di natura politica o religiosa o che leda gli interessi della FIA.

Lo statuto non specifica però cosa può apparire o meno sugli indumenti indossati dai piloti. La Federazione sta infatti valutando se il messaggio riportato da Hamilton contenga dei riferimenti politici. Se così fosse, andrebbe incontro a sanzioni.

Il caso che coinvolge il sei volte campione del mondo ha scatenato e diviso milioni di utenti sui social. Alcuni di loro sostengono che Lewis stia utilizzando lo sport per scopi politici, accuse a cui la stessa Mercedes ha risposto così:

“Non stiamo portando la politica in Formula 1, queste sono questioni relative ai diritti umani che stiamo cercando di evidenziare e di sensibilizzare. C’è una grande differenza”.

L’altra faccia della medaglia è invece rappresentata dai suoi sostenitori, che stanno dimostrando il loro appoggio con l’hashtag #IstandWithLewisHamilton.

Il gesto di Hamilton e la conseguente indagine della FIA nei suoi confronti hanno così diviso il popolo del web (e non solo). Una cosa è certa: Lewis è uno che non molla, in pista e nella vita.


Maria Iuliano

Classe 1996, capelli rossi come la Rossa, poliglotta e amante della Formula 1. Cresciuta con il mito di Schumacher, cerco di trasmettere la mia passione con le parole. "Ho sempre creduto che non ci si debba mai, mai arrendere, e continuare a lottare anche quando c'è una piccola, piccolissima chance". - Michael Schumacher