F1 | Ferrari: “Il Sochi Autodrom per la mille e una gara”

Laurent Mekies Direttore Sportivo
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Con il Gran Premio di Russia inizia la seconda parte della stagione. La prima è stata davvero intensa, con nove gare in undici settimane, e tutta la Formula 1 che ha affrontato una sfida grandissima come quella di disputare un Campionato del Mondo durante un periodo di pandemia. Credo che la risposta che è stata data sia molto forte: lavorando tutti insieme – FIA, Formula 1, squadre e media – siamo riusciti a realizzare qualcosa che era tutt’altro che scontato soltanto lo scorso maggio.Per la Scuderia è stata fin qui una stagione molto difficile, come dimostrano i risultati. Detto questo, non fa parte del nostro DNA mollare la presa, in nessuna circostanza. È questo lo spirito con cui approcciamo anche il weekend di gara di Sochi su una pista che non ci è mai stata troppo amica. Daremo il massimo, consapevoli che i nostri avversari diretti in questo momento sono tanti e competitivi.Sulla SF1000 ci saranno piccoli aggiornamenti aerodinamici che sono parte di un percorso che si completerà nelle prossime gare e che punta a correggere, per quanto possibile, le carenze evidenziate in queste gare, anche e soprattutto in ottica 2021. Il progresso atteso da questo primo pacchetto è piccolo ma ci permetterà di verificarne il funzionamento e avere una base certa per gli sviluppi successivi.

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Sebastian Vettel #5
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“Il tracciato di Sochi è molto bello nel primo settore, soprattutto quando si affronta la curva 3 in piena accelerazione. A partire dal secondo tratto inizia una serie di curve a gomito da media velocità che è importante preparare bene.Dal punto di vista tecnico, infatti, bisogna riuscire a gestire le frenate e la percorrenza in modo da non penalizzare le gomme. L’ultimo settore è invece meno esaltante, più guidato e con diversi passaggi da bassa velocità.I sorpassi sono piuttosto difficili e per questo sarà importante riuscire a lavorare bene fin dalle prove libere per massimizzare il potenziale della vettura in qualifica”.

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Charles Leclerc #16
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“Ci sono due cose che mi vengono subito in mente quando penso a Sochi: il lungo rettilineo principale e le montagne russe. Il circuito si caratterizza per uno dei rettilinei più lunghi del campionato seguito da un interessante mix di curve e per questo direi che il primo settore è quello più divertente. Ancora una volta sarà importante mettere insieme il giro perfetto in qualifica perché sorpassare a Sochi non è affatto semplice.Devo dire che ho ricordi molto piacevoli di questo luogo, soprattutto del parco di divertimenti che sorge accanto al circuito. Mi viene in mente la prima volta che sono venuto in Russia per il Gran Premio, nel 2018: con alcuni piloti siamo andati al Luna Park e ci siamo divertiti parecchio sulle montagne russe. È stato un bel modo per liberare la mente prima di focalizzarci sulle attività in pista.Sono felice di sapere che anche qui sulle tribune saranno presenti alcuni fan. Sarà bello vederli, speriamo anche di poter farli divertire un po’”.

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Ferrari stats
FERRARI STATS
GP disputati 1000
Stagioni in F1 70
Debutto Monaco 1950 (Alberto Ascari 2°; Raymond Sommer 4°; Luigi Villoresi rit.)
Vittorie 238 (23,80%)
Pole position 228 (22,80%)
Giri più veloci 254 (25,40%)
Podi totali 772 (77,20%)FERRARI STATS GP DI RUSSIA
GP disputati 6
Debutto 2014 (Kimi Raikkonen 9°; Fernando Alonso 6°)
Vittorie 0
Pole position 2 (33,33%)
Giri più veloci 2 (33,33%)
Podi totali 6 (100%)
Gran Premio di Russia: numeri e curiosità

2. I costruttori russi che hanno gareggiato in Formula 1. Il primo è stato Midland, impegnato in Formula 1 nel 2006. A finanziare l’operazione l’uomo d’affari russo-canadese Alex Shnaider che rilevò la Jordan ma cedette la scuderia al gruppo olandese Spyker dopo appena una stagione fatta di 18 Gran Premi e zero punti (i piloti erano l’olandese Christijan Albers e il portoghese Tiago Monteiro). Il secondo team russo è stato Marussia, in Formula 1 dal 2012 al 2014: 73 le gare disputate, 34 delle quali con motori Ferrari, e due i punti conquistati. A portarli in dote fu il primo allievo della Ferrari Driver Academy, il francese Jules Bianchi, a Monaco, nel 2014.

3. I piloti russi che hanno gareggiato in Formula 1. Il primo è stato Vitaly Petrov, in Formula 1 dal 2010 al 2012 con Renault e Caterham. Per lui un terzo posto e un giro più veloce su 57 partecipazioni. Il secondo a sbarcare nel Mondiale è stato Daniil Kvyat, capace di salire tre volte sul podio e autore fin qui di 102 Gran Premi con 180 punti e un giro più veloce ottenuti su Red Bull, Scuderia Toro Rosso e AlphaTauri. Kvyat è stato anche un pilota Ferrari quando nel 2018 ha ricoperto il ruolo di collaudatore e addetto allo sviluppo. Tornato nel 2019 in pista, è il pilota russo di maggior successo. Ha gareggiato e ottenuto un punto (in 21 GP disputati) anche Sergey Sirotkin, impegnato nel 2018 con la Williams. In quella stessa stagione anche Artem Markelov ha girato nel venerdì del Gran Premio di Russia con la Renault ma quella apparizione non ha avuto seguito. Markelov è uno dei tre russi impegnati attualmente in Formula 2 insieme a Nikita Mazepin e al pilota della Ferrari Driver Academy Robert Shwartzman.

6. Le occasioni nelle quali è stato necessario mandare in pista la Safety Car sul circuito di Sochi. Dopo l’edizione 2014, priva di neutralizzazioni, nel 2015 ce ne furono due, nei primi tre giri e dal 12° al 18°. Le tre tornate iniziali sono state in regime di Safety Car anche nel 2016 e nel 2017, mentre nel 2018 la vettura di sicurezza è rimasta ai box. Lo scorso anno, come spesso è accaduto, i primi tre giri sono stati in regime di Safety Car, mentre al 28° passaggio è entrata in azione la Virtual Safety Car commutata in Safety Car tradizionale a partire dalla tornata numero 30 e fino alla 32.

8. Le città che hanno ospitato un Gran Premio di Formula 1 e almeno una edizione dei Giochi Olimpici: Sochi, dove la Formula 1 gareggerà per la settima volta, è stata la sede delle Olimpiadi invernali 2014. Le altre città sono Montreal (Giochi estivi del 1976 e 40 volte sede del GP del Canada), Barcellona (Olimpiadi nel 1992 e 36 GP di Formula 1, due volte con il circuito di Pedralbes, quattro su quello del Montjuich e 30 a Montmelò), Melbourne (che ha ospitato i Giochi estivi nel 1956 e 24 edizioni del GP d’Australia), Città del Messico (Olimpiadi 1968 e 20 GP), Berlino (Giochi del 1936 un GP, nel 1959, sul circuito dell’AVUS), Rio de Janeiro (Giochi nel 2016 e dieci edizioni del GP del Brasile a Jacarepagua) e Los Angeles (Olimpiadi nel 1932 e nel 1984 e otto Gran Premi sul circuito cittadino di Long Beach).

26. Il numero medio di sorpassi effettuati in pista (e non di strategia ai box) nei GP di Russia fin qui disputati. L’edizione con più azione è stata quella inaugurale, nel 2014, quando ci furono 35 sorpassi. Appena uno ne è stato invece registrato nell’edizione 2017: quello tra i compagni di squadra Pascal Wehrlein e Marcus Ericsson nel duello interno fra le Sauber a motore Ferrari.

 

Questa settimana nella nostra storia

23/9. Nel 1990 sul circuito dell’Estoril va in scena il Gran Premio del Portogallo. In qualifica la prima fila è tutta Ferrari ma al via Nigel Mansell fa pattinare le ruote della sua F1-90 e finisce per stringere contro il muretto il compagno Alain Prost permettendo alle due McLaren di prendere il comando. Nel corso della gara il pilota inglese riesce a rimontare sui rivali e passa Ayrton Senna in curva 1 andando a vincere il suo ultimo Gran Premio al volante di una vettura del Cavallino Rampante. Prost è terzo alle spalle del brasiliano.

24/9. Nel 1931 nasce a Richmond, nel Surrey, Mike Parkes, abile pilota britannico che dopo avere iniziato a mettersi in luce in Inghilterra entrò nell’orbita della Scuderia Ferrari a partire dal 1961 quando cominciò a gareggiare nelle competizioni endurance. Fu proprio in questo tipo di gare che Parkes riuscì a dare il meglio di sé. Nel suo palmares 27 vittorie assolute tra cui quella nella 12 Ore di Sebring del 1964 insieme ad Umberto Maglioli, su una 275 P ufficiale, e i successi nella 1000 Km di Monza del 1965 e del 1966 rispettivamente in coppia con il francese Jean Guichet su una 275 P2 ufficiale e su una 330 P3 ufficiale condivisa con il connazionale John Surtees. Parkes ebbe anche modo di disputare sette GP di Formula 1, sei dei quali con la Scuderia, ottenendo due secondi posti nel 1966: in Francia e nel GP d’Italia a Monza vinto da Lodovico Scarfiotti. Parkes perse la vita in un incidente stradale vicino a Torino il 28 agosto 1977. Al tempo era ingegnere e collaudatore per la Lancia, impegnato nello sviluppo della versione da pista della Stratos.

25/9. Nel 2010 Fernando Alonso stabilisce la pole position nel terzo Gran Premio di Singapore. Il pilota spagnolo in 1’45”390 riesce a precedere di 67 millesimi la Red Bull di Sebastian Vettel e di 181 la McLaren di Lewis Hamilton. Per lo spagnolo si tratta della seconda pole con la Scuderia. Fernando il giorno dopo saprà convertire quella posizione di partenza nella sua quarta vittoria con la Ferrari.

26/9. Nel 2004 si corre a Shanghai il primo Gran Premio di Cina della storia. In qualifica Rubens Barrichello ottiene la pole position mentre Michael Schumacher è costretto a scattare dal fondo della griglia a causa di un testacoda che non gli permette di far segnare alcun tempo. Il formato delle qualifiche, a quell’epoca, prevedeva infatti che ogni pilota avesse un giro secco con pista libera per ottenere il tempo. In gara il brasiliano è perfetto e porta a casa il successo mentre Schumacher riesce a risalire fino al 12° posto.

27/9. Nel 2001 la Scuderia Ferrari decide di apporre un adesivo con la bandiera degli Stati Uniti su tutte e tre le monoposto portate ad Indianapolis per il Gran Premio degli USA. È il modo scelto dalla Casa di Maranello per esprimere ancora una volta la propria vicinanza al popolo americano, duramente colpito dai tragici attentati dell’11 settembre. La bandiera a stelle e strisce era sui deviatori di flusso posti davanti alle fiancate.