F1 | Ciccarone: “In Ferrari non si prende l’iniziativa”

In casa Ferrari sembra quasi che ci sia una sorta di rassegnazione anche sul fronte degli sviluppi tecnici. In quel di Maranello si respira un clima di grossa incertezza, come se la paura di sbagliare fosse all’ordine del giorno. Sull’argomento è intervenuto Paolo Ciccarone ai microfoni di Pit-Talk.

La Ferrari con la gara di domenica scorsa sul circuito di Monza ha toccato letteralmente il fondo. Vettel out per un problema ai freni posteriori, mentre Leclerc è andato a sbattere violentemente alla curva Parabolica, con una SF1000 molto difficile da portare al limite. Il team di Maranello da qualche GP a questa parte non ne azzecca una, con un clima di grossa incertezza che regna all’interno della scuderia.

Gli uomini guidati da Mattia Binotto sembrano essere in totale confusione. Per quanto la SF1000 venga stravolta a livello di assetto nel corso delle libere nei weekend, beh, la vettura resta sempre difficile da guidare per Leclerc e Vettel.

Poi come se non bastasse, gli sviluppi che sono stati sin qui portati non hanno portato quei miglioramenti tanto sperati che ci si auspicava.

Anzi, al momento all’interno del team di Maranello non sono stati più portati aggiornamenti tecnici (significativi per capirci), come se ci fosse una sorta di rassegnazione tra gli uomini del team italiano. Come se ci fosse quasi la paura di sbagliare e di essere giudicati negativamente. Di certo alla Ferrari non si respira un clima sereno. Sull’argomento ha espresso il suo punto di vista Paolo Ciccarone ai microfoni di Pit-Talk:

“La Ferrari ha perso il bandolo della matassa quando aveva una macchina competitiva. Lì hanno fatto delle scelte sbagliate nello sviluppo, oppure hanno preso per buono certi valori che alcuni tecnici hanno portato.”

Ciccarone fa riferimento alla scorsa stagione, quando la SF90 si è dimostrata una monoposto carente sotto diversi aspetti tecnici, salvo poi riemergere nel finale di stagione. Mentre l’ultima monoposto di Maranello davvero competitiva è stata la SF71-H del 2018. Dagli errori dello scorso anno in casa Ferrari si sarebbe dovuto imparare qualcosa. Invece la monoposto di quest’anno sembra essere addirittura peggio di quella del 2019. Da lì i tecnici dovrebbero riunirsi e capire dove intervenire per non ripetere gli stessi errori secondo Ciccarone:

“Lì ti trovi davanti al fatto che conosci i difetti della tua macchina. Metti tutti i cervelli a disposizione e dici, per risolvere questo difetto della macchina cosa facciamo? Qualcuno dice facciamo così, qualcun’altro no, dobbiamo fare colà. Hanno messo tutte le carte sul tavolo, hanno preso una decisione che poi purtroppo si è rivelata sbagliata.”

E da una decisione sbagliata poi che inizia a prevalere quel senso di colpa e di responsabilità in un fallimento di un progetto, soprattutto in F1. Poi da lì è sin troppo facile scaricare le colpe su una singola persona, cosa già accaduta (anche di recente) in casa Ferrari. Poi di conseguenza la paura di commettere degli errori, porta al cosidetto immobilismo come sottolineato da Ciccarone.

“Siccome sbagliare è umano, a voler dire ad uno guarda hai sbagliato e quindi ti faccio fuori non è il modo migliore. Perchè poi la gente ha paura di non sbagliare, e per non sbagliare non prende più iniziative. Rimane ferma in un angolo in attesa che qualcuno gli dica cosa fare. E questo porta all’immobilismo, e l’immobilismo non porta a nessuna variazione.”

Ad ogni modo all’interno del team di Maranello c’è sempre qualcuno che prende delle decisioni. E questo qualcuno che prende le decisioni è supportato dal titolare diciamo, come affermato da Ciccarone. In pratica Binotto deve rispondere al Presidente John Elkhann. E non a Camilleri come più di qualcuno può credere.

Ma Elkhann dov’è in questo momento? Perchè in questo periodo buio che la Ferrari sta vivendo in F1, la voce del Presidente dovrebbe essere sempre presente. Nel dare supporto e suggerimenti al team. Come ha sempre fatto Luca Cordero di Montezemolo per esempio, o il compianto Sergio Marchionne.

Per guidare la Ferrari alla risalita in F1 servono uomini davvero innamorati del Cavallino Rampante, che conoscano l’importanza del motorsport, e della stessa F1. Le innumerevoli pagine di storia che la Ferrari ha saputo scrivere in questi 70 anni di F1. E non top manager che pensano solo ad ottenere più introiti economici da Liberty fregandosene dei risultati in pista. Modesto parere da parte del sottoscritto naturalmente.

Alberto Murador


Alberto Murador

Ciao a tutti, il mio nome è Alberto e la mia più grande passione sino dall'età di sette anni è stata la F1, ma poi ho cominciato ad appassionarmi di tutto il mondo del motorsport. Tifoso ovviamente della Ferrari, orgoglioso del " made in Italy ".