F1 | McLaren: nella F1 ci vuole anche fortuna

Per la McLaren l’appuntamento di F1 a Silvertsone è il GP di casa e vuole fare bella figura. Ma a volte l’impegno non basta, ci vuole anche fortuna.

di Federico Caruso | @fclittlebastard

La McLaren è una scuderia che prepara ogni weekend di F1 con dedizione e rigore. Dal team ai piloti si impegnano per dare il meglio in ogni gara. Questo è quello che negli ultimi anni sta facendo la differenza con gli altri team di centro classifica. E a Silverstone, per loro che è la gara di casa, è sicuramente motivo di impegno doppio.

Una macchina bella da guidare, e performante per rimanere con i primi. Lando Norris e Carlos Sainz lo sanno bene e fanno di tutto, per tutto il weekend per rimanere lì.

Già il sabato in qualifica Norris P5 e Sainz P7. Posizioni niente male per auspicarsi una bella gara. E in effetti pronti via, e le due McLaren si ritrovano a posti invertiti, ma sempre tra i primi. Una sensazione che quest’anno a Woking sembra vogliano abituarsi.

Una gara di F1 soporifera per tutti i 52 giri per il team McLaren, tranne che per il finale incredibile. All’ultimo giro alla McLaren #55 di Sainz esplode la gomma, e come Bottas ed Hamilton, deve correre ai ripari. La gara ormai però è compromessa. Sarà costretto a ritornare ai box per cambiare la gomma danneggiata. Perderà tempo e finirà P13, quando era invece P4.

Degno di nota Lando Norris, che in questo GP d’Inghilterra di F1, fa probabilmente il sorpasso più bello della domenica, ad inizio gara, ai danni di Ricciardo. Come anche il suo casco disegnato da una sua fan di 7 anni. Chapeau a questo ragazzo che sta sempre più crescendo e attira a se lo spettacolo.

La McLaren #4 di Norris alla fine però finisce P5, così come era partito. A pochi giri dal termine era in P4, ma è stato superato da Ricciardo proprio nel finale. Una sorta di riedizione del famoso detto: “chi la fa l’aspetti”.

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Il bilancio di questa domenica di F1 per la McLaren è positivo dal punto di vista prestazionale, ma poco positivo in chiave campionato. Per quello visto in pista meritavano di più sicuramente. Sainz a fine gara era molto dispiaciuto del suo piazzamento.

Ma si sa, nella vita, come nello sport, a volte l’impegno non basta, ci vuole anche fortuna.


Federico Caruso

Nato a Roma sotto il segno dei motori turbo V6 nel 1984. Sono sempre alla ricerca di qualcosa che mi sappia emozionare come Ayrton Senna. Scrivo con passione per amore della F1.