F1 | Ferrari, che tristezza

CHE TRISTEZZA!

Si! Che tristezza vedere i meccanici della Ferrari delusi ed affranti, presi dallo scoramento seduti all’interno dei box, pronti all’intervento dei pit-stop ma consapevoli della scarsità del loro apporto.

Così come è scarso ed inutile l’apporto dei piloti Leclerc e Vettel che rischiano e si impegnano in una battaglia impari contro non solo alle Merceds o alle Red Bull, ma ormai con le Ferrari riescono a mala pena ad evitare di chiudere la gara nelle ultimissime posizioni, dove per qualche giro si sono anche ritrovate.

Macchine poco prestazionali in qualifica ed in gara, difficili da guidare, che consumano le gomme in modo anomalo, ed è fin troppo lungo l’elenco dei settori in cui il funzionamento è così carente.

Ma lascio ad altri, più tecnici, l’analisi degli aspetti tecnologici e politici della situazione.

No, io oggi voglio dedicare queste righe ai meccanici del team perché così ho imparato dall’ing. Forghieri nei quattro anni che abbiamo trascorso insieme seguendo la Formula 1 per le telecronache delle gare. Erano gli anni ’80 e la Ferrari non se la passava bene. Ecco, all’epoca lui mi faceva notare la delusione del personale che doveva accompagnare i piloti e le auto sullo schieramento di partenza nelle parti finali della griglia.

E mi fece notare la loro felicità, il loro orgoglio quando finalmente – al Gran Premio d’Ungheria – tornarono in prima fila. “Ecco – mi diceva – vedi come sono fieri di essere lì, davanti agli altri, nel posto che spetta ai migliori!”

Memore di quei momenti ho voluto sottolineare la tristezza degli uomini della Ferrari nei box. E voglio dire loro “Coraggio, torneranno tempi migliori!”.

Che è la speranza degli appassionati della Ferrari e della stessa Formula 1 tutta. Perché senza Ferrari ai vertici la Formula 1 è davvero zoppa.


Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963