F1 | Da Arrivabene a Binotto: dalla padella alla brace

Mattia Binotto a inizio 2019 ha sostituito Maurizio Arrivabene per il ruolo di team principal. Ma nei risultati ottenuti in F1 non ci sono grosse differenze rispetto alla vecchia gestione.

Un despota che incuteva intimidazione e dal carattere poco collaborativo. Questo l’identikit di Maurizio Arrivabene all’inizio dello scorso anno riportato da diverse testate sportive. 7 gennaio 2019: data che segna il passaggio del testimone tra l’ex team principal di Brescia e Mattia Binotto per la guida dei lavori all’interno della scuderia di Maranello.

Dopo appena quattro stagioni con il Cavallino Rampante in Formula 1, Arrivabene è stato sostituito in seguito alla rottura dei rapporti tra lui e gli addetti ai lavori dell’area tecnica. Un clima di tensione che si avvertiva già da Monza. Un team principal reo, inoltre, di non aver gestito a dovere la questione contrattuale di Kimi Raikkonen.

Al suo posto arriva Mattia Binotto: l’uomo che avrebbe dovuto dare una svolta con le sue competenze tecniche (di maggior spessore rispetto a quelle di natura commerciale di Arrivabene). Colui che ha “rivoluzionato” il modo di lavorare all’interno dei box, introducendo una struttura orizzontale, assolutamente non gerarchica. Peccato però che la svolta non c’è stata e continua a non esserci.

I risultati non sono arrivati e vedendo l’andazzo di questa stagione di F1 continueranno a non arrivare. Insomma, il buongiorno (se così possiamo definirlo) si vede dal mattino e la Ferrari di certo non è attrezzata per i miracoli.

Sotto la sua direzione, Mattia Binotto firma due progetti non degni del nome Ferrari: la SF90 dello scorso anno e l’attuale SF1000. Un fallimento totale a cui si sta cercando di “rimediare” con nuovi pacchetti di aggiornamenti ogni settimana. Ma come ha dichiarato Charles Leclerc dopo il suo ritiro nel GP di Spagna, “non funziona niente”.

Riscontriamo ulteriori (in)capacità anche sul piano gestionale. L’annuncio del mancato rinnovo di Sebastian Vettel è arrivato ancor prima dell’inizio del campionato e ciò ha influenzato non poco le prestazioni mediocri del #5 della Rossa. Un’ondata di gelo che persiste su Maranello, alimentata dalle continue frecciatine del quattro volte campione del mondo davanti alla stampa (italiana ed estera) e dalle risposte indirette da parte del team principal. Una tenzone senza fine sicuramente poco salutare per l’ambiente che già deve fare i conti con un titolo che manca da più di dieci anni.

Una squadra totalmente allo sbaraglio che non sa nemmeno quali strategie adottare durante la gara, specie se ci si trova in una condizione di difficoltà. Si è passati senza dubbio dalla padella alla brace, ma riflettiamo bene su questo: chi ha incaricato Binotto per ricoprire questo ruolo che non gli appartiene?


Maria Iuliano

Classe 1996, capelli rossi come la Rossa, poliglotta e amante della Formula 1. Cresciuta con il mito di Schumacher, cerco di trasmettere la mia passione con le parole. "Ho sempre creduto che non ci si debba mai, mai arrendere, e continuare a lottare anche quando c'è una piccola, piccolissima chance". - Michael Schumacher