F1 | Ungheria: Ferrari sempre più lontana

Terzo flop consecutivo della Ferrari SF1000 al GP d’Ungheria 2020, all’Hungaroring. Nonostante i cambiamenti annunciati e le promesse di miglioramento le Ferrari chiudono doppiate. E dalla Dirigenza del Cavallino nessuno si fa vivo…

Nel week end ungherese, disputato a Budapest, continua il profondo stato di crisi evidenziato dalla Ferrari nei primi due GP della stagione sul circuito austriaco del Red Bull Ring.

Unico risultato positivo raggiunto dalla Scuderia del Cavallino è il tempo più veloce di Sebastian Vettel nelle FP2 del venerdì pomeriggio (tra l’altro un venerdi 17!), un 1:40.464 decisamente poco convincente a fronte della presenza di una pioggia battente che ha permesso soltanto l’utilizzo delle gomme wet, nelle varie declinazioni di durezza, e che ha visto in pista la presenza soltanto di tredici piloti su venti.

Quasi assente, in questo turno, Lerclerc (10° con 1:43.725) che ha faticato non poco nel mantenere in pista una SF1000 inguidabile, oltre che scarsa dal punto di vista prestazionale anche nelle FP2 oltre che nelle FP1.

Mattia Binotto, nel venerdì ungherese, si è lasciato andare con la stampa inglese a dichiarazioni (peraltro particolarmente “sconvenienti”), che hanno chiarito la situazione di una Ferrari che nonostante il pallido risultato di Vettel, non lascia speranze di risalita:

“I regolamenti sono molto difficili e complessi. Ci sono aree di regolamentazione sulle power unit in cui forse sono ancora necessari chiarimenti. È un processo tuttora in corso, che è sempre esistito in passato e esisterà in futuro. Dallo scorso anno sono state emesse molte direttive tecniche, che alla fine hanno chiarito alcune aree normative, e penso che attraverso quei TD (n.d.r.:Tecnical Documents) abbiamo dovuto adattarci. Non penso che sia solo il caso della Ferrari, perché guardando la potenza di questa stagione penso che la maggior parte dei produttori in qualche modo ha dovuto adattarsi. Ma certamente come Ferrari abbiamo dovuto adattarci e semplicemente abbiamo perso parte delle prestazioni che abbiamo avuto. Penso che ora abbiamo una situazione più chiara in alcune aree delle normative e che tutto questo continuerà se necessario per il futuro.

Le FP3 del sabato portano qualche novità alla situazione della squadra modenese che, nonostante non sia in grado di raggiungere la prestazione della Racing Point di Perez al 3° posto, con Leclerc 4° e Vettel (meno brillante) 8°, sembra ritrovare la capacità di elaborare i dati raccolti, a livelli di competitività quantomeno decenti.

Questo lieve raggio di luce accompagna la Ferrari nel sabato pomeriggio magiaro in una qualifica grigia per la scuderia del Cavallino, sia sotto il punto di vista agonistico che quello meteorologico, con qualche rarissimo sprazzo di rosso alle spalle del nero Mercedes (1° Hamilton e 2° Bottas) e del rosa della Racing Point (3° Stroll e 4° Perez) che potremmo definire tranquillamente un “Pink Mercedes”.

Vettel 5° in griglia e Leclerc 6°, nonostante i lievi miglioramenti lavorano ad una rimonta che fatica ad arrivare, senza potenza e senza un’aerodinamica in grado di mantenere in pista la vettura, mantenendo una guidabilità che non comprometta le prestazioni.

La partenza del GP vede i due alfieri delle rosse (entrambi con gomme wet intermedie) impostare uno start abbastanza buono con Leclerc impegnato comunque nel rimanere fuori dai guai e Vettel all’ inseguimento delle quattro Mercedes (due nere e due rosa).

Leclerc nel tentativo di migliorare la propria posizione, anticipa il cambio gomme decidendo al 2° giro di sostituire le gomme intermedie con le Pirelli a mescola rossa, sempre in cerca di prestazioni, scalando fino al 19° posto.

La risalita delle posizioni in classifica sarà abbastanza dura e non sarà facile per il monegasco mantenere alle proprie spalle il treno di inseguitori che ad un certo punto della gara si forma dietro di lui, quando le sue gomme morbide entrano in crisi complice anche la bassa temperatura della pista che distrugge i suoi pneumatici.

La pioggia vista durante le prove libere è quasi assente durante la corsa confermando, su una pista umida ma non bagnata, i distacchi abissali cui le Mercedes ci avevano abituato rendendo facile anche alla Red Bull di Verstappen, creare distacchi particolarmente evidenti dalla Rosse.

La gara della Ferrari si conclude con una 6^ posizione di Vettel (primo dei doppiati) ed un anonimo 11° posto di Leclerc, fuori dalla zona punti, che confermano la fallimentare esperienza della SF1000, leggermente migliorata ma comunque sempre pesantemente al di sotto delle vetture concorrenti (va notato che la Ferrari fatica anche nel confronto con la McLaren di Sainz).

Il podio del Gran Premio di Ungheria (Hamilton, Verstappen e Bottas), scarica le Rosse ad oltre un minuto di distacco, e Mattia Binotto, alla fine della gara, ha spiegato così queste distanze nel GP di Ungheria:

E’ stata una domenica davvero deludente, risultato difficilissimo da digerire. Dobbiamo cercare di fare di tutto per migliorare in ogni modo e su tutti i fronti. Servirà un’analisi da parte di ciascuno e il coraggio di cambiare rotta, se necessario. La dinamica attuale non è accettabile. Non ci sono altre ricette per rimediare a questa situazione”

E’ l’ennesima replica di un fallimento, che va di nuovo in scena nell’ insopportabile silenzio di Camilleri ed  Elkann colpevolmente assenti, inerti di fronte alle proprie responsabilità, sostituiti nelle decisioni da un Mattia Binotto sempre più imbarazzante nel giustificare le mancanze del progetto Ferrari 2020 e campione dell’assurdo nell’addossare le colpe ai cambi delle direttive sulle PU o al fermo produttivo imposto dal lockdown.

Le promesse di aggiornamenti tecnici in grado di ridare potenza e assetto (che peraltro non arrivano) oramai non bastano più, l’orizzonte 2021 è sempre più vicino ed il “congelamento” regolamentare delle vetture salvo un netto cambio di rotta da parte di Binotto & Company, sembra preparare gli appassionati ad un nuovo spiacevole anno di attesa.

Speriamo bene, c’è poco da fare, resta solo quello…