F1 | Hamilton: dalle polemiche al trionfo

Lewis Hamilton era chiamato al riscatto dopo la brutta prima prova in Austria… e torna dalla seconda gara da dominatore assoluto.

Così si può leggere il back-to-back del pilota inglese, seppellito dalle critiche dopo i clamorosi errori della prima gara stagionale (anche da parte di chi scrive) e con una prova di forza che equivale a un sonoro ceffone smentisce tutti quelli che lo davano già per spacciato, magari costretto a subire l’arrembante cavalcata di Bottas.

Va detto che il finnico non si è smentito nemmeno nel secondo appuntamento stagionale, dimostrandosi più concreto di Hamilton nel capitalizzare al massimo le occasioni che gli si sono presentate e arrivando alle spalle del 6 volte iridato, tant’è vero che in testa alla classifica c’è ancora lui.

Ma il pilota di Stevenage ha voluto metterci non solo la firma, ma anche la faccia, grazie a una prestazione in prova da vero e proprio cannibale: dopo aver rifilato ben 9 decimi a Verstappen e aver avuto notizia dell’errore dell’olandese (un altro che sotto l’acqua è in grado di fare numeri incredibili) ,quando è calata la bandiera a scacchi sulla Q3, Hamilton ha voluto andare addirittura oltre, portando il vantaggio a 1″2.

Un vantaggio che a memoria storica non si ricorda si fa fatica a ricordare, anche nelle grandi imprese sotto l’acqua di Senna e Schumacher e, anzi, una cosa simile la si è vista fare a Senna in condizioni di asciutto, nel magico giro di Montecarlo del 1988.

Una vera e propria dimostrazione di forza che si è confermata in gara, anche se il dominio non è stato così plateale come quello di Bottas la settimana scorsa (gli manca infatti il giro record in gara e per diversi giri, prima che il compagno di squadra entrasse ai box, ha perso la testa della corsa), ma semmai ce ne fosse stato bisogno ha dimostrato di avere ancora parecchia fame di successi, dando il chiaro messaggio che non sarà certo il Black Lives Matter o la musica o ancora la trattativa per il rinnovo a distrarlo, quando abbassa la visiera non dimentica di certo di essere un fuoriclasse che, se è in giornata ridicolizza gli avversari.

Le sue affermazioni salgono a 85, a 6 lunghezze dal record storico di Michael Schumacher…. e adesso si va in Ungheria, che rappresenta uno dei suoi circuiti preferiti, se non il preferito, dove è capace di stupire ancora.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)