F1 | Ferrari, l’incidente in Stiria è solo la punta dell’iceberg

In Stiria una collisione ha messo ko le due Ferrari. L’episodio è scaturito da un errore di Leclerc con Vettel questa volta incolpevole. E’ un fatto di corsa che nasconde, anzi mette in luce, una Ferrari allo sbando.

La corsa delle Ferrari al GP di Stiria dura poco più che 20 secondi, un disastro totale. E non tanto per l’incidente in sé che non doveva accadere, anzi non doveva ripetersi, ma per le conseguenze che questo doppio ritiro pagala Scuderia Ferrari.

I fatti sono chiari. Pronti via le due Ferrari partono e lottano poco dopo la metà del gruppo. Già questa un immagine terribile per chi ama la rossa. Poi alla terza curva il patatrac. Leclerc tenta di infilarsi all’interno del tornantino, un’ po di spazio c’era ma Vettel non è l’avversario e non era il momento, rimbalza sul cordolo e atterra sul’ala posteriore di Vettel. Gara finita.

Da primo della classe ad asino in 7 giorni. Se una settimana fa a Leclerc è andato tutto bene ieri ha pagato amaramente il conto con la fortuna. Un fatto di gara? No. Una collisione durante le fasi concitate del via? Nemmeno. L’episodio è solo la parte più visibile di un enorme Iceberg chiamato crisi Ferrari.

Non doveva accadere perché la stessa cosa era successa in Brasile 8 mesi fa. Fu una figuraccia mondiale, ieri si è ripetuta. L’aggravante è che la gara di ieri doveva essere un test per capire come si sarebbero comportati gli aggiornamenti sulla SF1000. La situazione tecnica è comatosa, la voglia di primeggiare sul compagno è l’ultima cosa che serve alla Ferrari di oggi. Leclerc ha sbagliato, l’ha ammesso candidamente, salvando a mio giudizio il team principal Binotto.

Si Proprio Binotto, il tutto fare della Scuderia, con il doppio ruolo di Team Principal e direttore tecnico. Come è possibile che un proprio pilota si presenti al via con un tale furore agonistico nei confronti del compagno in una situazione così grave dove solo la compattezza di squadra potrebbe essere l’unica via di salvezza.

Ci sarà stata una riunione pre-gara dove ai piloti si sarà detto che la gara era un importante test. Ripeto, test e non gara! I tifosi si rassegnino. Questa Ferrari non è in grado di competere con Mercedes, Red Bull, McLaren, Racing Point. Le corse che ci saranno da qui in avanti serviranno a far crescere e migliorare una macchina che oggi non è degna del colore e del nome che porta. Se non accadesse anche il 2021 sarebbe compromesso. Ricordiamoci che la monoposto sarà la stessa.

 

Se a questa situazione imbarazzante si aggiunge il fatto di non essere in grado di gestire i piloti allora siamo allo sbando completo e lo sbando completo è il perfetto screenshot della Ferrari in Stiria. Non aggiungiamo poi quello che Vettel dice ad ogni conferenza o l’ammissione d’aver chiesto consigli ai capi Red Bull per il suo futuro. Legittimo da parte sua, ci mancherebbe altro, ma che queste voci escano in modo ufficiale dal pilota stesso è vergognoso.

Questa Ferrari oggi non ha potere politico, aerodinamica, motore. Forse ha l’affidabilità che, va detto, sarà a rischio quando si porteranno frettolosamente aggiornamenti. Tra 7 giorni si va in Ungheria, il clima è rovente. Binotto dice di non voler far la caccia alle streghe ma forse, mi permetto da amante ed appassionato di Ferrari, la strega è proprio lui.

Con Arrivabene si è lottato per il titolo due stagioni di fila, Vettel era psicologicamente sostenuto e al centro del progetto. Dopo, arrivando alla stretta attualità, di quella Ferrari vincente si è perso tutto. La rivoluzione che prorio Binotto ha spinto e voluto ad oggi risulta essere soltanto una terribile involuzione.


Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna