F1 | Ferrari: Le poche certezze e i tanti dubbi

I dubbi di Binotto contro le certezze degli avversari. La crisi della Ferrari sembra destinata a durare e il secondo posto di Leclerc in Austria sembra già essere l’highlight della stagione.

| di Raffaele Caputo

La Ferrari è alle prese con una involuzione tecnica degna dei primi anni ’90.

In quegli anni John Barnard voleva che parte della struttura tecnica venisse spostata in Inghilterra. I vertici Ferrari vollero mantenere tutto a Maranello, scelta che fu ampiamente ripagata nel medio termine.

Ciò che più sorprende oggi è la rassegnazione di chi è ai vertici della Gestione Sportiva.

Parole di circostanza, mezze ammissioni, ma di concreto cosa si sta facendo?

Ammettiamo che ci fossero delle irregolarità nella Power Unit Ferrari, la SF90 dovrebbe essere allora annoverata tra i progetti sbagliati e non essere ricordata come una vettura capace di vincere tre Gran Premi.

Badate bene che l’accordo segreto Ferrari-FIA rappresenta un unicum nella storia dello sport ma è anche la seconda “infrazione” di cui bisogna tener conto.

Quanti ricordano i dubbi suscitati dalla potenza espressa dal pacco batterie a Spa 2018 e il sorpasso di Vettel in partenza. 

Quella situazione non è mai stata chiarita del tutto e anche dopo quella gara ci fu una involuzione nelle prestazioni che portò il tedesco ad abdicare nella corsa al titolo.

L’ennesima rivoluzione dell’organigramma dovrebbe scatenare un effetto domino capace di aggiustare le cose ma se anche questo cambiamento dovesse fallire, dovrebbero essere altre le teste a saltare.

Un’altra chiave di lettura sull’affaire Vettel potrebbe essere questa: Ferrari sa di non avere un auto competitiva, sa di non essere in grado di progettarla per il 2021, di conseguenza decide di non offrire alcun rinnovo a Sebastian.

Un ragionamento semplice che nell’ottica della riduzione dei costi va incontro ai nuovi regolamenti e libera Leclerc da parte dei pensieri che lo affliggono adesso.

Il risparmio sullo stipendio del tedesco dovrebbe inoltre bilanciare le perdite in denaro sui ricavi e sui mancati risultati sportivi. 

Ad oggi tutti si aspettano una Ferrari che potrebbe anche classificarsi al quinto, sesto posto in classifica costruttori, perdendo una sostanziosa parte dei premi.

I tifosi meritano chiarezza al di là delle cattive prestazioni.

Se la Ferrari punta ad essere un Team che vuole combattere nel centro classifica che lo dicano chiaramente, perché in molti, addetti e non, lo considerano già tale.

 


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