F1 | Austria: quante contraddizioni

Gran Premio d’Austria, quante contraddizioni!


Si incomincia con una penalità prima negata e poi comminata a Lewis Hamilton per la qualifica.


Ce ne sarà un’altra penalità comminata ad Hamilton, per il contatto fra lui ed Albon: non ci sono gli elementi ma siccome corre voce che quando tocca ad Hamilton i commissari sono troppo benevoli allora lo penalizzano tout-court.


Poi c’è la cerimonia contro il razzismo: tutti con la maglietta nera. Qualcuno però non flette il ginocchio pur partecipando: fra questi anche Leclerc. Bella contraddizione: partecipo ma solo in parte…


In gara Leclerc si difende pur con un mezzo evidentemente inferiore. Vettel invece fa il gambero, testa coda compreso. La contraddizione? Leclerc, perfetto e spietato nel sorpasso finale, afferma che la macchina era ben gestibile seppur un po’ plafonata, Vettel invece dirà che la macchina era difficile da governare.


O la Ferrari ha portato due macchine diverse o Vettel non ha saputo regolare l’assetto: ma come, non è un espertissimo pluricampione!?!?!


Charles Leclerc, Ferrari, Austria, 2020Infine la contraddizione che più mi ha sorpreso. Quando seguivo e commentavo le gare di Formula Indycar la critica più frequente era relativa all’uso della “Pace-car” che falsava i valori in campo, specialmente sul finale.


Invece ho sentito e letto di grandi entusiasmi ed apprezzamenti per il finale rocambolesco del GP austriaco causato proprio dalle tre “Safety-car” (cambia nome ma è la stessa cosa). Decidetevi.


Ah! Ne abbiamo visto un’altra contraddizione: a fine gara tutto il team McLaren si è scatenato in baci ed abbracci alla faccia del “coronavirus”. Più che comprensibile vista la situazione economica del team, e Lando Norris è stato bravissimo.

Ma le precauzioni anti-contagio vanno seguite.


Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963