F1 | Allievi: “Vettel ha dei limiti mentali!”

Torna Pit Talk, puntata 228, tra gli ospiti Pino Allievi con cui si parla del difficile momento Ferrari e dei piloti protagonisti del disastroso crash nel corso del primo giro del GP di Stiria.

Notte fonda per la Ferrari in questo inizio di stagione, lontanissima da prestazioni competitive.

Ad aggravare la situazione, l’incidente tra i due piloti Ferrari, che quasi rispecchia la situazione che si vive a Maranello da ormai un bel po’ di tempo.

Questo l’argomento principale dell’ultima puntata di Pit Talk.

Pino Allievi, storica firma della Gazzetta dello sport, ospite nella nostra trasmissione, ci da il suo parere sul momento che stanno vivendo i piloti in tuta rossa.

“Io non avrei dato la responsabilità da qui a cinque anni ad un pilota che ne ha 22. E’ stato sovraccaricato. La FER è la squadra più importante della storia. CL è bravissimo, nel giro di un anno e mezzo ha fatto vedere cose straordinarie. Ma non dimentichiamo che ha 22 anni. Ha tutti i limiti di uno che non ha accumulato esperienza. Per me è ancora acerbo. Ci sono un sacco di cose che si devono imparare e che non si imparano in mezz’ora solo perché si è veloci e si ha talento. Ci vuole tempo!”

La scuderia di Maranello ha deciso di puntare tutto su Leclerc, appiedando Sebastian Vettel, mossa coraggiosa e, a detta di Pino Allievi, rischiosa.

Nonostante l’enorme talento mostrato dal monegasco, il ragazzo ha ancora bisogno di crescere, di maturare.

“Nessuno può contestare Leclerc come pilota, ma è un ragazzino, non ha l’esperienza necessaria per capitanare una scuderia storica come la Ferrari.”

Come già affermato, il problema di Charles Leclerc, non è il talento, che assolutamente non manca, è la crescita a livello mentale e di esperienza, che il numero 16 non ha ancora nei suoi ranghi.

Leclerc si sente incaricato dell’enorme peso di rappresentare la scelta giusta per la Ferrari.

“La situazione di Vettel è stata risolta nell’unico modo possibile. La Ferrari non ne poteva più e non lo voleva più da due anni! Hanno definito la situazione piloti a maggio, così da evitare spiacevoli situazioni.”

E poi ancora:

“Cacciare Vettel e nominare lui come uomo del futuro gli ha messo un po’ di ansia. Oggi lui si sente in obbligo, in ogni weekend, di rappresentare e giustificare la scelta Ferrari. Per me è stato un errore!”

Parole importanti quelle di Allievi che identificano un Vettel lontano dai piani dalla Ferrari da ben due anni.

Il 4 volte campione del mondo, ormai in calo totale da fine 2018, ha quasi “costretto” la Ferrari a questa soluzione, visto il rendimento discutibile del tedesco.

“I limiti di pista di Vettel, sono figli dei suoi limiti mentali, è immaturo! Non aveva capito che li dentro non aveva più futuro, che il suo futuro sarebbe potuto essere altrove. Vettel è un gran bel pilota ma è solo molto infantile come cervello. Avrebbe potuto avere una seconda giovinezza da un’altra parte. Se lui se ne fosse andato via prima aveva più serenità – forse meno soldi – ma in un’altra squadra sarebbe ritornato il Vettel che lo conosciamo, in grado di vincere il titolo mondiale!”

Secondo Pino Allievi, il matrimonio tra Vettel e la scuderia di Maranello andava interrotto già da tempo, ma a discapito del pilota.

Vettel affronta ancora oggi un periodo complicato, che avrebbe potuto evitare “cambiando aria”, allontanandosi dalla Ferrari.

I suoi limiti mentali, probabilmente l’hanno fatto sprofondare così tanto, insieme alla rossa.

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso, verrebbe da dire.

I problemi in Ferrari sono tanti, come si evince, anche lato piloti non si riesce a stare tranquilli.

Il dualismo acceso dello scorso anno, sembra essersi smorzato, ma ciò non deve escludere totalmente Vettel dai programmi di sviluppo e d’azione della squadra.

Sarebbe meglio se la stampa e tutto ciò che circonda la F1, smorzasse questa aurea di “salvatore” che si sta costruendo attorno a Charles Leclerc, lasciandogli la libertà di fare quello che sa fare meglio, gareggiare.

La Ferrari ha l’obbligo di tornare dove gli spetta, ma il lavoro da fare è tanto… e non solo a livello di prestazioni.