Bentornato Alonso: un chicco di senape per la F1

Il ritorno di Fernando Alonso in F1 dona uno spruzzo di sapore in più sul piatto della specialità. 

Il personaggio è sicuramente forte: per le sue prestazioni, per il suo carattere, per le sue esperienze. Esperienze che lo hanno visto impegnato in comparti ben diversi dalla F1 così come accadeva ai tempi della “grande” F1, quella che vedeva i suoi protagonisti passare con naturalezza dalle monoposto alle vetture Sport, alle Formule minori, alle gare di durata. Con un bagaglio di esperienza ed un approccio formidabile anche per gli appassionati.

Un rito che ormai nessuno pratica più e che il due volte campione del mondo si sta impegnando a risvegliare dopo aver vinto a Le Mans ed aver tentato la conquista di Indianapolis ( obbiettivo che non ha ancora abbandonato ), oltre alla Dakar. Un ritorno a tempi mitici.

Ho accennato al suo carattere: si, forte e difficile. Un po’ “fumino “ direbbe qualcuno. Ma, salvo rari casi, a buona ragione. Scrivo queste note di “Bentornato” a Fernando perché credo di essere stato uno dei pochi a difenderlo quando lasciò la F1 seguito da molte critiche.

E l’ho sempre difeso innanzitutto per le sue eccelse qualità di guida, la sua sensibilità, la sua capacità di regolazione della macchina. Ma anche perché ho avuto modo di conoscerlo abbastanza  per capire la sua mentalità, il suo spirito, la sua disponibilità quando si rende conto che non sei lì per accusarlo o per spremergli l’impossibile ma vuoi interloquire con lui per avere un rapporto amichevole seppure su di un piano diverso: lui è il pilota ma non solo, tu sei il giornalista ma  non solo. Entrambi siamo persone, riflettiamo insieme, ridiamo insieme, scherziamo insieme, lavoriamo insieme.

E se a posteriori qualcuno vorrà riflettere sulle difficoltà del suo passato in occasioni di attrito con i team o gli avversari, scoprirà che spesso non aveva torto. Anzi! I percorsi dei team con i quali ha avuto scontri si sono rivelati spesso deficitari come lui aveva intuito.

Mentre il futuro di Vettel è ancora incerto, Alonso si prende una bella soddisfazione.

Ah! Vettel sbandiera che lui non ha manager, mentre Alonso si appoggia Briatore. Forse anche in questo Vettel ha qualcosa da imparare: il manager non è soltanto importante per le trattative ma spesso ha la funzione di un amico, dello psicologo di famiglia, quasi, dello stimolo che ti aiuta nei momenti più difficili. 

Un cosa è certa: Alonso sarà un chicco di senape per la F1 che renderà il piatto più saporito!  


Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963