F1 | McLaren: prestito dal Bahrain di 150M £, sarà vero aiuto?

McLaren, uno dei team storici della F1, cerca aiuto dopo la pandemia per la soluzione dei propri problemi economici. Ed a fornire liquidità intervengono i pezzi forti dell’economia araba, nella fattispecie dal Bahrain. Ma sarà una vera boccata di ossigeno?

Gli effetti della pandemia sul mondo automobilistico internazionale, hanno colpito  – e continuano ancora a colpire – più o meno duramente il modo di fare automobilismo un po’ tutte le aree del pianeta.

L’automobilismo sportivo in particolare, con il fermo delle attività imposto dal Covid-19, ha manifestato una profonda crisi di liquidità economica che ha travolto sia i nuovi competitors che i vecchi protagonisti del mondo delle corse.

Il Bahrain fulcro del salvataggio di McLaren - Mondo Auto - AutoMotoE’ il caso del gruppo McLaren, che comprende sia il team di F1 che il business delle auto da strada, duramente colpito dalla ricaduta economica della pandemia sulle proprie attività economiche.

L’effettiva urgenza della McLaren Holdings, ha spinto la sua dirigenza a richiedere ai tribunali inglesi la possibilità di rifinanziare le operazioni, attraverso la vendita di alcuni beni (comprese alcune auto storiche del team) attualmente bloccati dalla UK Bank Trustees Ltd una società posta a garanzia dei creditori nei contratti stipulati con sponsor e fornitori.

 Nei documenti prodotti in tribunale la società di Woking afferma infatti che:

“Sebbene il Gruppo disponga di liquidità sufficiente per adempiere ai propri obblighi man mano che scadono nel breve termine, è necessario che sia messa a disposizione ulteriore liquidità entro il 17 luglio 2020” e che ” una liquidità di circa £ 280 milioni sarebbe sufficiente per consentire al Gruppo di sostenere le sue operazioni nel 2021. Le Transazioni proposte consentiranno al Gruppo di accedere alla liquidità aggiuntiva necessaria per garantire che il Gruppo possa continuare con una occupazione continuativa fino al 2021. Ciò fornirà un beneficio significativo ai creditori del Gruppo (prevenendo una crisi del flusso di cassa e un’insolvenza distruttiva di valore) “

McLaren spiega inoltre che:

“un gruppo di creditori ad hoc (compresi hedge fund e investitori in difficoltà), in possesso di due serie di titoli emessi dal Gruppo, ha recentemente minacciato di citare in giudizio il garante (n.d.r.: la UK Bank Trustees) per violazione del dovere qualora venisse concesso il rilascio richiesto dalla società. Questa minaccia ha messo lo stesso garante in una posizione insidiosa e ha messo a repentaglio gli sforzi urgenti della società per raccogliere nuovi fondi.”

In sintesi, approfittando al momento opportuno della difficoltà economica del team inglese, legalmente impossibilitato alla vendita dei propri beni, le autorità inglesi si troverebbero costrette procedere ad una sua messa in liquidazione, permettendo a non ben precisati investitori la sua acquisizione a prezzi per così dire “da saldi”.

È un quadro drammatico per la sopravvivenza di un marchio storico dell’automobilismo, all’ interno del quale si muovono molteplici interessi economici di grandissima portata, in grado allo stesso tempo di far risorgere o di distruggere per sempre un pezzo importante sulla scacchiera della F1.

Il tempismo è cruciale ed a favore della Holding McLaren sembra poter intervenire in National Bank of Bahrain seeks to boost stake in Bahrain Islamicquesto senso un finanziatore che in tempi “insolitamente brevi” ha fornito al team di Woking un prestito di 150 milioni di sterline: la Banca Nazionale del Barhein (o più brevemente NBB).

Lunedì scorso infatti, l’ente economico ha rilasciato infatti una dichiarazione ufficiale al mercato azionario del Bahrain, chiarendo che:

“La Banca nazionale del Bahrein conferma ai mercati che la documentazione finale è stata firmata e tutte le necessarie autorizzazioni sono state concesse in relazione a un finanziamento di 150 milioni di GBP”.

Per una migliore comprensione del valore intrinseco del sostegno proposto dalla banca araba, può sicuramente essere utile ricordare che la NBB è posseduta al 44% dal fondo sovrano del Bahrain Mumtalakat Holding Company, a sua volta azionista del 56% in McLaren.

È insomma il caso di un aiuto dall’interno, che nonostante non sia risolutivo, potrà dare alla holding automobilistica un pò di respiro, sperando che questo aiuto non rappresenti un ulteriore scalata all’ acquisizione totale del marchio da parte dell’azionista arabo.

Il prestito infatti offrirà momentaneamente alla McLaren un certo margine di manovra, consentendo al marchio inglese di trovare il finanziamento residuo di cui ha bisogno attraverso lo sblocco della vendita dei beni, fungendo anche da cuscinetto per la ripresa del team con l’inizio del Campionato Mondiale di F1 in Austria, questo fine settimana.

Come sempre quindi il valore della pista si scontra con le logiche economiche di enormi interessi in atto: ma queste sono le regole e necessariamente chi vuole giocare deve puntare forte per rimanere sul tavolo di gioco e nello stesso tempo sperare che in pista esca il proprio numero.

 

 


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