F1 | Baldisserri su Sainz: “La Ferrari giocherà ad una punta”

Nella puntata 224 di Pit Talk che ha ospitato Luca Baldisserri, ex ingegnere Ferrari di Michael Schumacher, il tecnico emiliano ha espresso chiaramente il suo parere sul ruolo del neo acquisto del Cavallino, Carlos Sainz.

Le squadre di F1, durante la pandemia di Covid 19, che ha immobilizzato il mondo dell’ automobilismo, hanno delineato con largo anticipo le scelte riguardanti i piloti da schierare nel campionato 2021 che si spera tra l’altro possa avere uno svolgimento molto più regolare rispetto a quello che si accinge ad iniziare.

Tra esse, ha tenuto banco la notizia del mancato rinnovo di Sebastian Vettel con la Ferrari nel 2021 e della sua sostituzione con il giovane spagnolo Carlos Sainz che affiancherà il talento monegasco, oramai di fatto primo pilota della Scuderia modenese, Charles Leclerc.

Su questi temi è intervenuto, come ospite alla trasmissione Pit Talk Luca Baldisserri l’ex ingegnere di macchina del sette volte campione del mondo Michael Schumacher.

Baldisserri, dopo aver parlato del suo punto di vista per quanto riguarda il futuro allontanamento tra Vettel e la Ferrari, intervistato da Antonio Granato, ha espresso un suo parere sull’ingaggio di Carlos Sainz Jr. alle dipendenze della Scuderia del Cavallino, spiegando anche quali sono stati i suoi contatti con lo spagnolo.

“Carlos l’ho incrociato direi raramente, nei momenti in cui magari io seguivo Jules (Bianchi) e lui era un giovane pilota che in quel periodo credo facesse Formula 3. Ho conosciuto il papà, un grande personaggio, e devo dire che anche Carlos in F1 ha fatto molto bene. Sinceramente mi ha stupito, non credevo fosse così competitivo. Certo Alla fine, io avrei preferito che Vettel fosse riconfermato, in particolare con  una squadra Ferrari con Charles prima guida e Vettel come pilota con esperienza al suo fianco: sarebbero stati la coppia ideale. Io avrei visto il tedesco in un suo ruolo diciamo un po’ più “ritagliato” nei confronti di Charles che reputo sia effettivamente un pilota vincente oltre ad essere il vero futuro della Ferrari. Sicuramente, però l’alternativa Sainz è un’alternativa molto valida. Ma Vettel era a fine contratto e non è stato possibile rinnovarlo, quindi la Ferrari ha dovuto fare un’altra scelta.”

Baldisserri rispondendo alle domande di Antonio Granato ha anche chiarito che la sua strategia di gara in Ferrari, ha sempre previsto l’impostazione della squadra “ad una punta”, con un pilota prevalente ed un’ottima spalla in grado di portare punti preziosi per il campionato costruttori. In particolare il tecnico emiliano ha dichiarato:

“Io vengo da una scelta di gioco sempre a una punta, soprattutto nei momenti in cui bisogna tornare alla Vittoria. La storia Ferrari ci ha insegnato che concentrando gli sforzi su un vero campione è un po’ più semplice (e chiaramente non è mai semplice vincere un campionato del mondo) risolvere certe problematiche. Quindi giocare ad una punta sicuramente aiuta. Tra l’altro ci stiamo confrontando con un team, forse due team, che giocano a una punta e proprio per questo andare a disperdere le forze su due piloti renderebbe le cose ancora più difficili. È una scelta che va nel verso della logica che Jean Todt e Luca di Montezemolo hanno utilizzato un po’ di tempo fa”

La “visione di gioco” di Baldisserri, è effettivamente condivisibile considerando anche il grosso sforzo che la Ferrari dovrà condurre per cercare di raggiungere i livelli prestazionali sin qui dimostrati dalle Frecce d’Argento negli ultimi sei campionati del mondo, evitando nel contempo di venire raggiunta dalla concorrente Red Bull vedendosi portar via il ruolo di seconda forza.

Questo anche in un’ ottica per così dire “storica” della casa di Maranello, che non ha mai sfruttato la presenza di due campioni assoluti alla guida della propria vettura nella stessa annata, traendo più dolori che gioie dallo scontro in pista dei suoi piloti (giova ricordare i duelli all’ ultimo sangue tra Mansell e Prost nel 1990, ma anche i più recenti scontri tra Vettel e Raikkonen).

La speranza è che questa criticità, non si riaffacci di nuovo tra i due “galletti” che si metteranno al volante delle Rosse nel 2021 (in molti ricordano che Carlos Sainz non è un pilota da “barrichellizzare” per usare un termine in voga nei primi anni duemila), impedendo con lo sfrenato agonismo che deriva dalla loro giovane età, i successi Ferrari che in molti aspettiamo da anni.

Nel frattempo resta da vedere quale sarà, al presente, il comportamento di Sebastian Vettel nella sua ultima stagione (questo sciagurato 2020) alla guida di quel Cavallino che di certo non immaginava di dover lasciare da sconfitto.

Una sua impennata di orgoglio potrebbe sbarrare la strada ai successi di Leclerc, impedendo al giovane monegasco di raggiungere la cima delle classifiche e consolidare il suo ruolo di prima guida assoluta, ponendolo nell’annata successiva alla pari con il collega spagnolo, senza che venga posta in atto la strategia suggerita da Baldisserri: la strategia ad “una punta”.


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