Agag: “Fusione F1-Formula E possibilità a lungo termine”

Il CEO di Formula E, Alejandro AGAG, delinea le possibili strategie della F1 e della Formula E con una visione sul futuro delle due serie automobilistiche…

Come la F1 anche la FE si appresta a tornare sulle piste, dopo lo stop determinato negli scorsi mesi dalla pandemia di COVID-19, che ancora colpisce duramente alcuni paesi.

Jean Todt e Alejandro Agag

Durante la Conferenza stampa FIA di questa settimana, parlando della situazione attuale del campionato elettrico, il CEO di FE Alejandro Agag ha  discusso con i giornalisti del futuro della serie.

“Sono un grande fan della F1, lo sono sempre stato”, ha detto Agag, “e penso che l’elettrico sia il powertrain che rappresenterà il modo di spostare le auto in futuro. La Formula E ha una licenza esclusiva di 25 anni per una monoposto elettrica, e questo per me rappresenta la chiave di lettura per capire quale sarà il futuro. Come accadrà, non lo so.  Una volta che le formule elettriche saranno veloci come le formule a combustione, non vedo davvero il motivo per correre separatamente”, ha detto. “Ma suppongo che ci vorrà del tempo. Non è imminente, ma penso che in futuro ci siano le condizioni per un qualche tipo di approccio. Abbiamo diversi azionisti minori che sono legati dallo stesso azionista principale, quindi probabilmente dovranno prendere alcune decisioni a quel livello, oltre che a livello operativo”

I due campionati infatti sono collegati tramite John Malone, il presidente del consiglio di amministrazione proprietario della F1 Liberty Media, nonchè della Formula E Liberty Global.

Il manager spagnolo ha poi parlato delle prossime tappe che delineano il presente del circus elettrico.

Il campionato elettrico, che attraversa normalmente molte città europee ed extraeuropee, avrebbe dovuto concludersi con due gare a Londra a luglio, ma la sede ufficiale della competizione, il centro espositivo ExCel, viene attualmente utilizzato come ospedale temporaneo di emergenza in attesa dell’attenuarsi della pandemia in Inghilterra.

Per sopperire a tutto ciò (con una decisione, a parere di chi scrive, non proprio felice), la serie elettrica terrà sei gare in nove giorni presso l’ex aeroporto Tempelhof di Berlino.

Per soddisfare le linee guida del governo tedesco tutte le gare, il 5-6, l’8-9 e ancora il 12-13 agosto, si terranno senza spettatori, con un massimo di 1.000 persone presenti contemporaneamente sul posto, compresi i fornitori locali e gli equipaggi medici. Prima dell’arrivo a Berlino, e poi ogni giorno in pista, ci saranno test coronavirus obbligatori, con movimento limitato e distanza sociale in atto.

Per sostenere l’evento durante la conferenza stampa l’amministratore delegato della Formula E, Jamie Reigle, che ha affiancato Aagag ha dichiarato:

“Stiamo andando al Tempelhof di Berlino, un luogo che i nostri team, piloti e fan adorano, per organizzare un festival di nove giorni di gare con tre doppie testate consecutive. Il festival presenterà tre layout diversi di pista, presentando una nuova sfida e creando le condizioni per un climax imprevedibile e pieno di sorprese per la stagione.”

Si correrà in realtà in un clima tutt’altro che rilassato, che somiglia alla sfida di un club privato di “amici del radiocomando” in mascherina chirurgica, più che ad un vero campionato del mondo disputato da piloti professionisti.

E di certo questo non contribuirà alla promozione di una serie che in diverse occasioni ha negato (in particolare agli spettatori televisivi), la spettacolarità di una gara che a tutt’oggi solo la F1 ha saputo regalare, nonostante la vivacità e l’entusiasmo dei piloti partecipanti.

È evidentemente solo il tentativo di riportare all’ attenzione del motorsport, e del grande pubblico gli sponsor che sostengono la serie: ma a volte “Less is better”.


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