F1 | Minardi: calendario e mondiale 2020, quale futuro?

Calendari in bozza, rinvii dei gran premi, dichiarazioni e smentite, la F1 affronta la stagione più difficile della sua storia. Abbiamo analizzato il momento insieme a Gian Carlo Minardi intervenuto a Pit Talk. 

| di Paolo Senni

Gli ultimi mesi hanno sconvolto le previsioni di un campionato mondiale di F1 che aveva dato agli appassionati un primo assaggio a Barcellona con una due settimane di prove sul circuito spagnolo, prima della pandemia di Covid-19 che ha messo in lockdown tutto il pianeta.

Andiamo rapidamente a ricapitolare quelli che sono stati gli eventi salienti di questa pazza stagione automobilistica per averne un quadro abbastanza completo:

  • Il 13 marzo 2020,poche ore prima dell’inizio della prima sessione di prove libere della stagione, la FIA decide l’annullamento del Gran Premio d’Australia, in seguito alla decisione da parte della scuderia McLaren di non prendere parte al Gran Premio dopo che un componente del team è risultato positivo al Covid-19.
  • Lo stesso giorno vengono rinviati ufficialmente (ed a data da destinarsi) i Gran Premi del Bahrein e del Vietnam.
  • Il 19 marzo 2020 vengono rinviati i Gran Premi d’Olanda, di Spagna, mentre quello di Monaco a Montecarlo, viene definitivamente annullato;
  • Il 23 marzo 2020 viene posticipato a data da destinarsi il gran premio d’Azerbaigian
  • Il 07 aprile 2020 viene posticipato il Gran Premio del Canada a Montreal
  • Il 27 aprile 2020 viene annullato il Gran Premio di Francia a Le Castellet.
  • Lo stesso giorno il presidente di F1, Chase Carey, conferma ufficialmente la partenza del mondiale 2020 in Austria nel weekend tra il 3 ed il 5 luglio 2020.

Due mesi ed una velocissima sequenza di avvenimenti che ci hanno condotto ad oggi, tra conferme e smentite che continuano a rincorrersi sulle testate di tutto il mondo, rendendo sempre più incerta la presenza sulle piste dei campioni e delle scuderie di F1.

Di questo si è parlato durante l’ultima puntata della trasmissione Pit Talk con un ospite prestigioso, un protagonista storico della F1 del passato, ma sempre molto attivo in ambito motoristico: Giancarlo Minardi.

Giancarlo Minardi

Esprimendo il suo autorevole parere sulla profonda crisi della F1,  riguardo alla partenza del mondiale di F1 il 5 luglio, Minardi ha dichiarato:

 

“Io credo si stia lavorando assiduamente per mettere in piedi un protocollo non facile. Mi risulta in particolare che per noi italiani i protocolli siano molto severi e che chiunque venga dal nostro paese debba portare con se l’esito di un tampone negativo di massimo tre giorni prima, una cosa che non tutte le squadre saranno in grado di fare.

La FIA in generale, un protocollo vero e proprio non l’ha ancora stilato, e sembra che Liberty Media stia trattando proprio per questo con il governo austriaco, per far partire il mondiale il 5 luglio. A questo punto l’Ungheria, dopo l’allentamento delle restrizioni in Austria, sarebbe disponibile per un gran premio a metà luglio e dopo l’Ungheria si potrebbe andare subito in Inghilterra senza ricorrere alla quarantena. Ovviamente è ancora tutto in forse, tutto potrebbe cambiare nei prossimi giorni e bisognerà attendere ancora.”

Nell’esporre la previsione di un calendario 2020 radicalmente modificato, il noto team manager faentino, ha anche osservato che:

Chiaramente le problematiche e le crisi dei vari settori dell’automotive fanno sì che si debba obbligatoriamente correre per produrre i dividendi per le varie aziende in vista del 2021 oltre che per onorare i diritti televisivi, evitando quegli stessi problemi relativi ai ricavi d’immagine 2020 – proiettati al 2021 – che attualmente affliggono il mondo del calcio. Speriamo di poter avere un campionato che, anche se non più composto da 22 gare come previsto, possa comunque prendere il via.”

Un ulteriore spunto di discussione riguardo l’introduzione nel calendario 2020 di ulteriori gran premi non previsti precedentemente, è stato sviluppato in trasmissione insieme a Minardi.

Nello specifico sull’ introduzione di un gran premio di F1 da svolgersi sul Circuito di Imola il manager romagnolo ha espresso il suo punto di vista affermando :

“Da buon romagnolo me lo augurerei… ma non è facile per vari motivi. L’impianto di Imola potrebbe prevedere una gara a porte chiuse, infatti la pista è omologata e può ospitare un GP. Ma è chiaro che Imola è in un posto centrale in città, non è facile chiuderlo al pubblico.

Bisogna anche vedere come si comporterà Liberty Media che, relativamente al GP d’Italia. Questo è già in trattativa per Monza il 6 settembre per un gran premio da disputare eventualmente a porte chiuse. Sono situazioni non facili da valutare e proprio per questo, sono in corso numerose conference-call per risolvere tutto nel miglior modo possibile. Speriamo innanzitutto che la pandemia cali o sparisca, in modo tale che sia più facile fare prospettive e programmi.”

Ma la situazione della F1, in questi mesi, ha anche avuto un profondo impatto sull’ economia e sulla gestione dei team. Anche su questo si è espresso Giancarlo Minardi puntualizzando, in maniera chiara quella che è stata la dichiarazione riportata qualche giorno fa sul suo sito (qui gli approfondimenti di F1sport.it: F1 | Minardi sull’addio di Mercedes a fine 2021).

Il costruttore di Faenza ha ribadito:

“Ho riportato quanto riferito da autorevoli amicizie tedesche, con le quali ho ancora ottimi contatti. Era in atto già da qualche settimana una riorganizzazione della Mercedes F1.

Mi risulta che molto a breve la Mercedes riprenderà possesso del 30% delle azioni attualmente detenute da Toto Wolff, il quale già da quest’anno salterà diversi gran premi e dal 2021 sarà completamente esterno a questo gruppo.

Questo mi fa essere abbastanza preoccupato sulle sorti della Mercedes, pensando che questa voglia uscire dalla F1 non tanto come motorista, dovendo mantenere impegni fino al 2025 con vari team, quanto come team telaista. La Mercedes è un team estremamente forte e nonostante la crisi mondiale potrà trovare dei clienti, la cosa preoccupa però se vista dall’ottica di altri team blasonati quali Williams o McLaren (n.d.r.: entrambi motorizzati Mercedes ma al momento relegati nella parte medio-bassa della griglia)“.

Minardi ha infine chiarito che oggettivamente la situazione è difficile, oltre che in ambito sportivo, anche nella produzione automobilistica e che di certo tale crisi impatterà fortemente sulle risorse umane ed economiche anche di altre case oltre a Mercedes. E’ il caso di ricordare le dichiarazioni di Renault riguardo al possibile abbandono della produzione di serie a causa della congiuntura economica negativa, delineando uno scenario non certo incoraggiante.

La testimonianza di un nome così famoso del motorsport rafforza quindi la convinzione che, per riemergere dall’ “abisso” del coronavirus, le attività motoristiche dovranno rivedere le priorità, ripensando in maniera più ampia alle effettive necessità di uno sport che dopo la firma del budget-cap ha iniziato un processo di trasformazione che nella storia non trova precedenti.

La F1 è arrivata ad un bivio: ma starà seguendo la strada giusta?


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