F1 | Budget-Cap : Todt “Una F1 nuova, come una Super F2”

F1 – L’enorme sconvolgimento causato dalla pandemia mondiale del virus SARS-COV2 sta costringendo tutte le economie mondiali a fare i conti con un ipotesi di recessione economica ormai decisamente inevitabile.

Il motorsport dal canto suo non fa eccezione ed anche la massima Formula, pensa a quello che potrebbe essere il suo futuro.

Tra le molteplici voci che hanno animato le discussioni a distanza, trovano sicuramente un posto di preminenza quelle provenienti dalla Federazione Internazionale dell’Automobile.

Il “Comandante in Capo” dell’Organismo Internazionale, Jean Todt, in un’intervista alla rivista automobilistica tedesca Auto Motor und Sport ha infatti prospettato soluzioni particolarmente drastiche nell’ottica di un cambio di mentalità all’ interno del Circus.

Parlando in particolare del problema “Budget Cap”, dell’attuale F1 il tecnico francese ha dichiarato:

“Se dovessimo concordare per un limite di costi di 150 milioni di dollari, che sarebbe un grande passo allo stato attuale, i piccoli team spenderebbero 150. I più grandi, con tutte le eccezioni, superano i 300 milioni senza lo sviluppo del motore. Questo è folle. Possiamo trovare un numero ragionevole solo se dimentichiamo com’è la Formula 1 di oggi e ripartiamo con un foglio di carta bianco. Se fissassimo il tetto dei costi a 50 milioni senza eccezioni, nulla sarà più come era. Sarebbe una F1 completamente nuova. Una Super Formula 2. Proprio per come la Formula 1 è strutturata al momento, un nuovo inizio non è possibile. Perderemmo troppe squadre, comprese quelle grandi”.

Dichiarazioni queste che rendono decisamente difficile pensare ad un ritorno alle vecchie abitudini da parte sia dei team di Formula 1 che degli organismi economici che ruotano attorno al mondo dorato delle quattro ruote.

Dello stesso avviso è anche un altro personaggio noto soprattutto ai tifosi italiani, Stefano Domenicali attuale AD di Lamborghini ed ex Direttore Sportivo del Team Ferrari, che in tal senso esprime un parere concorde.

 In una intervista ad “Autosport”, Domenicali ha esortato i boss di Formula 1 a cogliere l’opportunità di cambiamento dichiarando:

“La FIA e la Liberty insieme ai team, stanno davvero pensando nella maniera giusta al futuro del nostro sport e vanno nella giusta direzione. Si può prendere o lasciare un’opportunità e questa non possiamo lasciarla, dobbiamo prenderla altrimenti il ​​rischio sarà molto elevato e la F1 non tornerà ad essere la piattaforma che era prima. Del resto non dobbiamo dimenticare che, il numero di biglietti venduti per i Gran Premi che dovevano aver luogo fino ad ora, era incredibilmente alto e se questa era la situazione prima della crisi è un dovere di tutte le parti interessate garantire che questo tipo di attenzione sia presente anche dopo la crisi”.

Con la riunione del World Motor Sport Council di giugno, il manager italiano afferma che è giunto il momento di approvare nuove norme che vedranno prosperare la Formula 1 negli anni a venire ed aggiunge:

Penso che sarebbe criminale non cogliere l’occasione per rivisitare i punti che sappiamo di dover migliorare. Pertanto dobbiamo lavorare davvero in queste settimane per assicurarci di poter presentare, al Consiglio Mondiale della FIA di giugno, idee di cui stavamo già discutendo ma che il sistema ha sempre rinviato quando la situazione economica era davvero buona.”

Occorre ricordare che, nel caso, non sarebbe la prima volta che la F1 adotti delle regole di formule  minori. Questo è esattamente ciò che accadde nel 1961, quando i motori da 2500 cc tipici della massima formula vennero sostituiti dai più economici 1500 cc della Formula 2, come reazione a diversi fattori esterni, non ultima l’impressionante facilità con cui la Formula 1 perdeva i propri piloti nei frequenti incidenti di gara.

La novità regolamentare non trovò molti fan sia fra gli appassionati che fra i piloti (fra i quali Stirling Moss e Jack Brabham) che dal canto loro criticavano la scarsa potenza di quei piccoli motori 1500, attirando però marchi prestigiosi quali Porsche, Climax, Alfa Romeo e Osca nell’arena degli autodromi.

L’era dei 1500cc durò quattro anni con una tecnologia incredibile che permise di sviluppare i motori V6 e V8 di Ferrari, Climax e BRM oltre al “boxer” Porsche, quattro gioielli di ingegneria meccanica.

Un moderno ritorno alla Formula 2 sarebbe in qualche modo diverso: un tale scenario potrebbe essere essenziale per la sopravvivenza finale del motorsport, considerando ad esempio che l’attuale motore Mecachrome V6 F2 a iniezione diretta da 462 kW, produce una potenza ragionevole anche se non paragonabile con i V6 da circa 700 kW della F1

Un passo indietro a volte potrebbe non essere così dannoso, ma tutto dipenderà da cosa la FIA si aspetta dalla F1:  uno spazio dove si affrontano piloti e tecnologie ai massimi livelli di competitività o solo una vetrina per marchi ed industrie in cerca di rilancio?

Gli appassionati dei motori aspettano…